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Si chiude con una formula assolutoria piena il processo di secondo grado a carico di tre uomini accusati di aver orchestrato un colpo milionario lungo la Strada Provinciale Jonio-Tirreno. La prima sezione penale della Corte di Appello di Reggio Calabria (presieduta dal giudice Alfredo Sicuro, a latere le dottoresse Garlasco e Grassani) ha emesso nella giornata di ieri, 5 marzo, una sentenza che ribalta l’impianto accusatorio iniziale.

Secondo la ricostruzione della Procura, il colpo messo a segno ai danni di un autofurgone non sarebbe stato una rapina tradizionale, ma una messa in scena. L'accusa sosteneva infatti che Felice Gallizzi e Andrea Giovinazzo avessero agito in complicità con il conducente del mezzo, simulando l'assalto per impossessarsi del denaro trasportato senza colpo ferire. In questo contesto, anche la posizione di Graziano Marzo era finita al vaglio degli inquirenti per il presunto coinvolgimento nella logistica del furto.

A scardinare la tesi del "finto assalto" sono state le risultanze tecniche portate in aula dal collegio difensivo, composto dagli avvocati Stefania Gullo (per il rosarnese Gallizzi), Gregorio Cacciola (per Giovinazzo) e Carmela Macrì (per Marzo).

I legali hanno analizzato minuziosamente l'attività di indagine, dimostrando attraverso i tracciati GPS dei mezzi e l'esame dei tabulati telefonici l'insussistenza di indizi di colpevolezza. I dati tecnologici hanno infatti fornito una versione dei fatti incompatibile con l'ipotesi di un accordo preventivo tra gli imputati e il conducente, evidenziando lacune insormontabili nel quadro probatorio della pubblica accusa.

I giudici di secondo grado, accogliendo le tesi difensive, hanno dichiarato la nullità della sentenza di primo grado in relazione al reato di furto per violazione dell'articolo 521 del Codice di Procedura Penale (mancanza di correlazione tra l'accusa e la sentenza). Contestualmente, la Corte ha pronunciato l'assoluzione per il reato di simulazione di reato, mettendo fine a una vicenda giudiziaria che per anni ha cercato di far luce sulle zone d'ombra di quel pomeriggio sulla Jonio-Tirreno.