Un giovane imprenditore del Sud, che racconta la sua esperienza di successo e dimostra con il suo esempio che è possibile fare anche qui, che le buone idee, se coltivate con passione, determinazione e forza di volontà, possono conquistare anche partendo del Sud, realizzandone al Sud.

La storia di Angelo Bruscino, presidente nazionale dei giovani imprenditori di Confapi, ha conquistato gli studenti del liceo classico "Morelli". Imprenditore impegnato nella Green Economy, è amministratore e socio di importanti imprese impegnate nel recupero delle MPS derivanti dalla raccolta differenziata e alla depurazione delle acque, con la sua società ha dato vita alla più importante piattaforma ecologica d’Europa, non solo per grandezza quanto soprattutto per utilizzo di nuove tecnologie.

bruscinoIl Festival per l’economia a Vibo Valentia ha vissuto una mattinata di grande partecipazione, grazie all’incontro con gli studenti pensato dal centro studi "Caprilli" e condotta dal giornalista Maurizio Bonanno, che del "Caprilli" è il direttore. "Al di là delle ricette economiche dei grandi sistemi – ha dichiarato Maurizio Bonanno – volevamo che il nostro contributo a questo Festival si concentrasse sulla possibilità di accendere speranze in un momento di labili certezze. E così, grazie alla disponibilità di Angelo Bruscino, siamo riusciti a creare un punto di incontro, fra giovani spesso delusi ed ancor più disorientati, ed un’imprenditoria innovativa che deve essere elemento caratterizzante dei ragazzi che si avviano ad entrare in questo mondo di situazioni spesso contrastanti".

“Il futuro dei nostri giovani è estremamente legato alla formazione che riceveranno nel nostro sistema scolastico ed universitario – ha affermato Angelo Bruscino –  nell’era dell’economia della conoscenza, la differenza verrà fatta soprattutto da quanto sapremo approfondire i temi dell’innovazione e della creatività. Per questa ragione è necessario che l’Italia usi tutti gli strumenti possibili nel tentativo di creare una generazione di cittadini del mondo che mantengano le loro radici e la loro capacità di essere uomini e donne del fare qui nello stivale. Dobbiamo ritornare ad essere importatori di giovani menti e non solo esportatoti come accaduto negli ultimi anni: questa è la nostra vera sfida”.