Coronavirus: "Non torno a casa per non mettere in pericolo la mia comunità" (VIDEO)
L’emergenza coronavirus non sta risparmiando la Spagna, paese del Sud-Europa come l’Italia alle prese con un numero sempre più elevato di contagi e di morti. Sono centinaia gli italiani che si trovano in questo momento nel paese iberico e moltissimi gli studenti del nostro paese che frequentemente vanno in Spagna per proseguire gli studi universitari tramite il progetto Erasmus. Tra questi, c’è anche la vibonese Serena Bellissimo, laureanda in giurisprudenza all’università Tor Vergata di Roma. Nata e cresciuta a Monterosso Calabro, la venticinquenne studentessa, diplomata al liceo Classico “Morelli” di Vibo, si trova dal mese di settembre a Valencia.
Numeri in aumento anche in Spagna. La paura da coronavirus sta aumentando anche nella capitale della regione della Comunità Valenciana dove, per esempio, ieri lo stabilimento della Ford (7400 dipendenti) ha annunciato la chiusura per una settimana. La regione spagnola è la quarta per numero di contagi (409) dopo Madrid (principale focolaio con oltre 3500 casi), la Catalogna, i Paesi Baschi e l’Andalusia. A Valencia, e nelle altre principali città spagnole, l’esercito ha dispiegato le proprie pattuglie.
La storia di Serena Bellissimo. Anche a Valencia si vivono giorni di tensione crescente, ma nonostante ciò, con molta lucidità, Serena ha raccontato la propria storia ed il difficile periodo che sta vivendo nella città spagnola. "La situazione qui in Spagna è abbastanza drammatica – sottolinea la giovane studentessa di Monterosso – ed il problema inizialmente è stato sottovalutato e l’Italia è stata vista come un paese esagerato e anche noi studenti italiani ci siamo trovati in una situazione di disagio perché nonostante nel nostro campus fossero stati accertati cinque casi di contagio, la rettrice ha deciso di non sospendere le attività didattiche. Da due giorni gli spagnoli sembrano però aver capito la gravità della situazione, ma ancora molti, soprattutto giovani, pensano che noi italiani siamo esagerati".
No al ritorno in Italia. "Sono chiaramente preoccupata –aggiunge – mi trovo in un paese straniero lontano dalla mia famiglia ma, nonostante mi sia stata data la possibilità di rientrare in Italia con un volo militare Madrid-Ciampino, ho preferito di no perché Madrid è il principale focolaio in Spagna e sarebbe stato pericoloso per me, per la mia famiglia e per il mio paese una volta giunta a casa. Ho preferito non diventare un veicolo di questo virus e spero che questa situazione possa concludersi presto e si possa tornare alla normalità".
