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Processo da rifare per Nicola Comberiati, 41enne di Petilia Policastro e figlio del boss detenuto Vincenzo Comberiati. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha annullato con rinvio la sentenza emessa il 9 aprile 2025 dalla Corte d’appello di Catanzaro.

In secondo grado era stata confermata la condanna a 12 anni di reclusione inflitta in abbreviato al termine del processo nato dall’inchiesta “White collar” della Dda. Ora, però, un nuovo giudizio dovrà riesaminare sia l’accusa di associazione mafiosa sia l’aggravante del metodo mafioso contestata in relazione a episodi di estorsione e usura.

L’operazione, scattata il 17 marzo 2023 con sei arresti eseguiti dai carabinieri, aveva ipotizzato l’esistenza di un sistema criminale legato alla ’ndrangheta, attivo tra Petilia Policastro e Cotronei, con presunti collegamenti anche nel settore della sanità privata.

Secondo i giudici della Cassazione, la Corte d’appello non avrebbe adeguatamente valutato le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Domenico Iaquinta. Un passaggio ritenuto decisivo per ricostruire il ruolo di Comberiati, indicato dagli inquirenti come figura apicale del clan operante nella frazione di Foresta.

Il nuovo processo d’appello dovrà dunque chiarire definitivamente responsabilità e posizione dell’imputato all’interno dello scenario investigativo delineato dalla Dda.