Vibo si mobilita contro la riforma Nordio: nasce il Comitato provinciale per il NO
Anpi, Arci, Cgil e Libera guidano il fronte del rifiuto insieme a PD e M5S. "La separazione delle carriere indebolisce la democrazia e non velocizza i processi"
Il territorio vibonese si pone in prima linea nella battaglia contro la riforma dell'ordinamento giudiziario. È stato ufficialmente costituito a Vibo Valentia il Comitato provinciale della Società civile per il NO, una coalizione ampia che unisce il mondo del terzo settore, i sindacati e le principali forze politiche d'opposizione.
L'organismo nasce dalla spinta di realtà storiche come Anpi, Arci, Cgil e Libera, vedendo l'adesione immediata del Comitato degli Avvocati per il No, dell'Auser, del Movimento 5 Stelle, di Sinistra Italiana, del Partito Democratico e di Rifondazione Comunista. Un’alleanza che, come spiegano i promotori, punta a difendere l’equilibrio tra i poteri dello Stato sancito dalla Costituzione.
Secondo il Comitato, la riforma firmata dal ministro Nordio manca l'obiettivo principale: risolvere i problemi reali della giustizia, come la lentezza dei processi o la carenza cronica di personale. Al contrario, l'intervento si concentrerebbe sullo stravolgimento dell'assetto costituzionale della magistratura.
Sotto accusa, in particolare, la separazione delle carriere: per il Comitato, creare due magistrature distinte e non comunicanti non aiuterà i cittadini, ma rischia di indebolire l’autonomia dei giudici. Critiche serrate anche per le modifiche al CSM e l’introduzione del sorteggio, definito un metodo che svilisce la competenza e l'autorevolezza di un organo costituzionale di autogoverno.
A preoccupare il fronte vibonese sono anche le recenti esternazioni del Governo. I promotori denunciano il rischio che, in caso di vittoria del Sì, si proceda con norme che potrebbero indebolire il contrasto alla corruzione. "Il rischio — sottolineano dal Comitato — è quello di costruire una giustizia più indulgente con i forti e più severa con i deboli".
Il Comitato contesta anche la scelta del Governo di fissare la data del referendum in tempi rapidi, una mossa interpretata come un tentativo di comprimere il dibattito pubblico. Nonostante ciò, la mobilitazione a Vibo Valentia promette di essere capillare: in poco più di tre settimane sono già state superate le 500 mila firme a livello nazionale.
Nelle prossime settimane, il territorio vibonese sarà teatro di assemblee pubbliche e incontri informativi per spiegare nel merito i tecnicismi della riforma. "Difendere la Costituzione è una responsabilità collettiva che parla del futuro della nostra democrazia", concludono i promotori, invitando i cittadini alla partecipazione attiva.
