Il tribunale di Catanzaro
Il tribunale di Catanzaro

Il Tribunale di Catanzaro, Sezione Misure di Prevenzione, ha disposto l’ammissione della società SPURGOJET SRLS, con sede a Vibo Valentia, al controllo giudiziario per la durata di un anno. La decisione segue l’istanza avanzata dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Mariana Zampogna, a nome e per conto della società e dal suo legale rappresentante, Francesco Franzé, a fronte di una precedente interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Vibo Valentia il 26 agosto 2025.

Il provvedimento, adottato dal Collegio presieduto da Chiara Ierardo, con i giudici Barbara Elia e Stefano Bartone, ha riconosciuto che non sussistono elementi tali da ritenere la SPURGOJET stabilmente asservita a organizzazioni criminali locali. In particolare, il Tribunale ha evidenziato che eventuali rapporti del titolare con soggetti ritenuti controindicati o con familiari gravati da precedenti penali non configurano un rischio significativo di infiltrazione mafiosa nella gestione aziendale.

L’istituto del controllo giudiziario, previsto dall’art. 34 bis del D.Lgs. 159/2011, consente di monitorare l’attività dell’impresa senza determinare lo spossessamento gestionale, affidando a un amministratore giudiziario, in questo caso Fabio Massimo Canzoniere, la supervisione dell’attività per un periodo determinato. L’amministratore dovrà, tra le altre cose, accertare la corretta applicazione dei modelli organizzativi e del codice etico aziendale, controllare atti di pagamento e acquisto, e riferire tempestivamente al giudice delegato e al pubblico ministero su eventuali tentativi di condizionamento esterno.

Il provvedimento si inserisce in un quadro normativo volto a prevenire infiltrazioni criminali nell’economia legale, preservando al contempo le aziende dal rischio di paralisi operativa. Il Tribunale ha sottolineato che la SPURGOJET ha dimostrato capacità di operare sul mercato, con una crescita documentata e una gestione conforme agli appalti pubblici e privati, rendendo così applicabile il controllo giudiziario come misura di vigilanza e risanamento.

Con la decisione odierna, il Tribunale conferma quindi che l’impresa potrà proseguire le proprie attività sotto vigilanza giudiziaria, assicurando trasparenza nella gestione e prevenendo possibili interferenze da parte di consorterie criminali locali.