Diciotto misure cautelari (11 in carcere e 7 divieti di dimora) emesse dal Gip di Catanzaro su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro sono state notificate ad altrettante persone accusate di far parte di un'associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, le cui attività delittuose hanno coinvolto oltre 60 persone, tutte indagate nello stesso procedimento. Sono questi i numeri del blitz compiuto all'alba dai Carabinieri nella provincia di Vibo, in quella di Firenze e in altre città italiane. Tra destinatari delle misure cautelari c'è il presunto boss di Zungri Giuseppe Accorinti (già in carcere) ma anche Giuseppe e Valerio Navarra di Rombiolo oltre ai Vacatello di Vibo Marina e Bivona.

Il cartello della droga. L'attività è scaturita da approfondimenti investigativi sviluppatisi in seguito alla maxi-inchiesta sulla 'ndrangheta "Rinascita Scott" che ha portato all'arresto di soggetti ritenuti appartenenti alle varie articolazioni di matrice 'ndranghetista operanti in provincia di Vibo Valentia. Grazie al coordinamento con la Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze e con il Nucleo Investigativo di Firenze, nel corso delle indagini e' stato ricostruito il quadro di insieme dei traffici internazionali di droga (cocaina, marijuana e hashish) che lega trasversalmente tutte le "Locali" di 'Ndrangheta della provincia vibonese e che vede particolarmente attivi personaggi legati alla Locale di Zungri in grado di giungere fino ad alcune importanti piazze di spaccio sia in Toscana che in Sicilia, Piemonte ed altre Province calabresi come Cosenza. Un vero e proprio cartello dedito al traffico di droga che si approvvigionava attraverso canali riconducibili al Brasile e all'Albania. Nel canale brasiliano, ditte di import-export di marmi, niobio e manganese, hanno consentito di occultare il traffico di cocaina, mentre per il canale albanese i carichi di marijuana e hashish venivano fatti giungere mediante il porto di Bari tramite una rete relazionale costruita dai vibonesi con un gruppo di albanesi ormai stanziatisi in Toscana.

In carcere. Il gip distrettuale di Catanzaro ha disposto la custodia cautelare in carcere per Giuseppe Antonio Accorinti, detto Peppone, 61 anni di Zungri; Francesco Bonavena, 86 anni di Cessaniti, Gregorio Niglia detto Lollo, 37 anni di Briatico; Robert Lazaj, 48 anni (albanese), Giuseppe Navarra, 29 anni di Rombiolo; Valerio Navarra, 27 anni di Rombiolo ma domiciliato a Montecatini (in Toscana), Francesco Romano, 34 anni di San Leo di Briatico; Lulezim Shkurtaj, 33 anni (albanese); Eduart Tahiraj, 49 anni (albanese), Floriand Tahiraj 27 anni (albanese), Antonio Vacatello, 56 anni di Vibo Marina.

Le altre misure cautelari. Disposto il divieto di dimora in Calabria nei confronti da altri sette indagati: Maria Carmela Ciconte, detta Melina, 51 anni di Bivona; Fabio De Gaetano, 32 anni di Presinaci di Rombiolo, Michele e Nazzareno Fiorillo di Piscopio, Ydai Hoxhaj (albanese), Franco Papuzzo, 69 anni di Pieve a Nievoli (Pistoria); Leonardo Vacatello, 51 anni di Bivona.

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