Referendum, il Forum delle associazioni e il Comitato per il No a Vibo sabato 1 ottobre
Si svolgerà l’uno ottobre 2016, alle ore 16,30 presso il Sistema bibliotecario vibonese, un incontro sulla Riforma costituzionale per discutere sulle ragioni del NO al referendum del prossimo 4 dicembre. Gli organizzatori sono il Comitato popolare per il NO di Vibo Valentia, il Forum delle associazioni vibonesi e l’ANPI. Relazionerà il Prof. Francesco Bilancia, ordinario di diritto costituzionale all’università di Pescara che, in mattinata, incontrerà gli studenti dei Licei Capialbi e Morelli. I lavori del pomeriggio saranno aperti da Francesco Pacilé del Comitato vibonese aderente al Coordinamento democratico nazionale per il NO. Coordinerà il dibattito il giornalista Tonino Fortuna del quotidiano Gazzetta del Sud.
Il dibattito. Molteplici le argomentazioni e gli spunti per il dibattito. L’opposizione alla riforma è sia sul metodo con il quale la legge di riforma è stata scritta sia sui contenuti. Riguardo al primo – come autorevolmente hanno osservato i più noti Costituzionalisti del nostro Paese - perché un Parlamento incostituzionale ha riformato la Costituzione e la legge elettorale a colpi non di maggioranza, ma di minoranza travestita da maggioranza grazie al premio abusivo del Porcellum. L’approvazione è inoltre avvenuta grazie a ricatti politici e al trasformismo: 325 passaggi da un partito all’altro in due anni. Quanto al secondo, tra gli innumerevoli rilievi possibili ad una legge scritta male e confusionaria, basta pensare che, il nuovo Senato, a fronte di risparmi molto limitati (40 milioni all’anno a fronte di 540), sarà composto da sindaci, consiglieri regionali e rappresentanti del Quirinale non eletti direttamente ed ai quali verrà regalata l’immunità parlamentare. Sarebbe stato molto meglio abolire del tutto la seconda Camera oppure tagliare del 10% lo stipendio di deputati e senatori senza toccare la Costituzione. In definitiva, se questa riforma dovesse malauguratamente passare e se l’Italicum restare immodificato, verrebbero pericolosamente erosi ulteriori spazi di democrazia e ridotti fondamentali diritti dei cittadini, rafforzando pericolosamente e forse irreversibilmente il potere di un solo uomo: il capo del governo che potrebbe addirittura, com’è nell’attualità, non essere stato eletto. Altro che popolo sovrano!
