Boom di casi in Italia, mai così tanti dal 28 aprile scorso: i nuovi contagi superano quota 62mila oggi, secondo il bollettino diffuso dal ministero della Salute. Il balzo si registra a fronte di un aumento significativo dei tamponi, ne sono stati effettuati poco meno di 300mila, ma con un tasso di positività che sale ancora al 21,4%. L'ultimo rapporto così alto tra positivi e tamponi risale allo scorso inverno. Aumentano anche i ricoveri (+218), mentre scendono le rianimazioni (-3). Si segnalano, inoltre, 62 morti.

"Il virus circola ancora ma il dato sui nostri ospedali ci dice che non c'è pressione. E' normale un aumento dei casi se consideriamo che da giorni non esistono restrizioni e ci sono maggiori possibilità di incontri che possono far aumentare i contagi. Dobbiamo monitore la situazione ma no ad allarmi". Così valuta la situazione il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa. "Non possiamo minimamente paragonare quello che vediamo oggi a quanto abbiamo visto nelle quattro ondate precedenti. Anzi evitiamo di chiamarla ondata. Le abbiamo chiamate così perché dalla prima alla quarta hanno messo in difficoltà gli ospedali, mentre questa, a livello ospedaliero, non sta dando nessun tipo di interessamento". Lo conferma anche Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, sottolineando come se è vero che il virus è diventato "endemico" è anche vero che "ha perso parte della sua stagionalità". "Si diceva prima - ha aggiunto - che i mesi caldi portano via il virus, mentre ora vediamo che si è adattato all'ambiente, non solo variando e diventando più contagioso ma anche adattandosi alle temperature".

La situazione negli ospedali

Secondo l'ultimo rilevamento dell'Agenas, il tasso occupazionale nazionale nei reparti ordinari è fermo al 7% in 24 ore (un anno fa era al 4%), ma cresce in 8 regioni e province autonome: Campania (8%), Friuli Venezia Giulia (8%), Lombardia (6%), Pa Bolzano (11%), Pa Trento (6%), Sicilia (17%), Umbria (16%), Valle d'Aosta (14%). È stabile al 2% anche l'occupazione delle terapie intensive (un anno fa era al 5%). In 24 ore, la percentuale di posti nei reparti ospedalieri di area medica occupata da parte di pazienti con Covid-19 non vede cali mentre è stabile in 13 regioni: Abruzzo (al 8%), Basilicata (10%), Calabria (14%), Emilia Romagna (8%), Lazio (8%), Liguria (2%), Marche (7%), Molise (3%), Piemonte (4%), Puglia (8%), Sardegna (6%), Toscana (5%) e Veneto (4%). Nello stesso arco di tempo, l'occupazione dei posti nelle terapie intensive cresce in 4 regioni: Friuli Venezia Giulia (3%), Sardegna (4%), Toscana (2%) e Veneto (2%); mentre cala in Abruzzo (al 1%) e Puglia (1%). È invece stabile in 14 regioni o province autonome: Basilicata (0%), Calabria (4%), Campania (3%), Emilia Romagna (3%), Lazio (5%), Liguria (9%), Lombardia (1%), Marche (2%), Molise (5%), Pa Bolzano (2%), Pa Trento (1%), Piemonte (1%), Sicilia (3%) e Umbria (1%). In Valle d'Aosta (0%) la variazione non è disponibile.

I dati di oggi

Ancora in netta crescita la curva epidemica in Italia. Sono 62.704 i nuovi casi Covid nelle ultime 24 ore, contro i 16.571 di ieri ma soprattutto i 39.474 di martedì scorso: mai così tanti dal 28 aprile scorso. I tamponi processati sono 292.345 (ieri 79.375) con il tasso di positività che sale ancora dal 20,9% al 21,4%, mai così alto dallo scorso inverno. I decessi sono 62 (ieri 59). Il numero delle vittime totali da inizio pandemia sale così a 167.842. Le terapie intensive sono 3 in meno (ieri +10) con 25 ingressi giornalieri, e diventano in tutto 206, mentre nei reparti ordinari si contano ben 218 pazienti in più (ieri +187), per un totale di 4.803.

La regione con il maggior numero di casi odierni è la Lombardia con 9.900 contagi, seguita da Lazio (+7.549), Veneto (+6.452), Campania (+6.018) e Sicilia (+5.559). I casi totali dall'inizio della pandemia arrivano a 17.959.329. I dimessi/guariti delle ultime 24 ore sono 37.921 (ieri 35.545) per un totale che sale a 17.191.557. Gli attualmente positivi sono 25.281 in piu' (ieri -18.699) per un totale che sale a 599.930. Di questi, 594.921 sono in isolamento domiciliare.