Gole del Raganello, il sindaco dopo la condanna: “Sentenza ingiusta, evento imprevedibile”
Il primo cittadino ha poi confermato l’intenzione di proseguire la battaglia giudiziaria nei successivi gradi di giudizio: “Presenteremo appello e ricorreremo in Cassazione"
Il sindaco di Civita, Alessandro Tocci, rompe il silenzio dopo la sentenza del Tribunale di Castrovillari che lo ha condannato a quattro anni e un mese nell’ambito del processo sulla tragedia delle Gole del Raganello. Un verdetto che il primo cittadino dice di rispettare “da uomo delle istituzioni”, ma che considera profondamente ingiusto sul piano personale e umano.
Secondo Tocci, sarebbe mancato un confronto tecnico fondamentale tra i consulenti della Procura e gli esperti nominati dalle difese. “Tutte le parti coinvolte, dalle parti civili ai legali degli imputati, avevano chiesto un contraddittorio tra i consulenti tecnici per valutare se ci fosse stata un’interruzione del nesso causale. Quel confronto però non è mai avvenuto”, ha spiegato.
Per il sindaco, l’alluvione che colpì il Raganello resta “un evento eccezionale e imprevedibile”. Tocci ha ricordato le testimonianze rese durante il processo da professionisti e tecnici, tra cui l’ex capo della Protezione civile Angelo Borrelli, che avrebbero definito il fenomeno come straordinario, con tempi di ritorno stimati tra i 400 e i 1000 anni. Una valutazione molto diversa rispetto a quella dei consulenti della Procura, secondo i quali si sarebbe trattato di un evento prevedibile.
“Questa vicenda rappresenta per me il simbolo della solitudine dei sindaci dei piccoli Comuni, spesso schiacciati da enormi responsabilità”, ha aggiunto Tocci, sottolineando il peso umano e istituzionale della condanna sulla sua comunità e sulla sua amministrazione.
Il primo cittadino ha poi confermato l’intenzione di proseguire la battaglia giudiziaria nei successivi gradi di giudizio: “Presenteremo appello e ricorreremo in Cassazione. Voglio capire se tutto quello che ho vissuto in questi otto anni sia stato davvero giusto”.
Infine, Tocci ha ribadito di sentirsi “con la coscienza a posto”, ricordando anche le parole di un tecnico comunale che, durante le indagini, avrebbe evidenziato l’impossibilità di fermare una massa d’acqua proveniente da un altro territorio. Una vicenda che, secondo il sindaco, lascia aperto il tema delle responsabilità e delle difficoltà operative affrontate dagli amministratori locali.
