operazione intervento ospedale medici
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Un decesso avvenuto dopo un intervento di chirurgia plastica e una domanda alla quale la Procura di Lecce vuole dare una risposta: cosa è accaduto durante quei minuti drammatici in sala operatoria? È questo il nodo dell’inchiesta aperta sulla morte di Stefania Verardi, 59 anni, deceduta il 7 luglio nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.

La donna era ricoverata dopo un arresto cardiaco accusato il 2 luglio, durante un intervento per la rimozione di una protesi al seno eseguito in un ambulatorio privato specializzato in chirurgia plastica a Scorrano. La Procura salentina ha iscritto nel registro degli indagati tre componenti del personale sanitario della struttura, un atto necessario per consentire gli accertamenti e garantire agli indagati la possibilità di partecipare agli approfondimenti tecnici.

Secondo una prima ricostruzione, il malore sarebbe sopraggiunto poco dopo la somministrazione dell’anestetico. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella di una possibile reazione allergica al farmaco, ma saranno gli accertamenti medico-legali a stabilire le cause dell’arresto cardiaco e della successiva morte.

Dopo il primo ricovero nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Scorrano, la 59enne era stata trasferita al Dea del “Vito Fazzi”, dove le sue condizioni sono rimaste gravissime fino al decesso.

La salma è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nelle prossime ore sarà conferito l’incarico per l’autopsia, mentre le indagini sono affidate ai carabinieri.