In una nota della Cisal si evidenzia la necessità di revocare una determina del dirigente Adriana Teti che fissa la spesa per la consultazione elettorale

Disattenzioni, errori materiali e imprecisioni che si susseguono con regolarità nell'ambito di scelte fondamentali per il Comune di Vibo. La denuncia delle parti sociali arriva questa volta per il tramite del rappresentante sindacale della Cisal Antonello Nusdeo che mette nel mirino gli uffici di palazzo "Luigi Razza".  "A generare  sconforto e demoralizzazione  -a suo dire - sono scelte che vengono effettuate, anche con questo “autorevole” esecutivo, con evidente superficialità".   Infatti, non produce "effetti positivi l’occhio vigile del primo cittadino il quale, certamente “preso” da mille altre contingenti difficoltà, non ha modo di verificare poi che gli “indirizzi politici” da lui impartiti abbiano avuto invece che razionale seguito soltanto apparente disponibilità".

I sindacati. Sotto la lente d'ingrandimento la determina per il lavoro straordinario per il referendum. "Per questa ragione, nel corso di un incontro informale bonariamente richiesto e che si è svolto tra l’assessore al personale Loredana De Marco e una delegazione delle RSU - di Cisl (Vincenzo Mirabello), Cgil (Gregorio Vinci e Vincenzo Romeo) e Cisal (Antonello Nusdeo) lo scorso 24 marzo 2016, i rappresentanti sindacali dei lavoratori hanno chiesto al delegato delle Risorse umane dell’esecutivo Costa di voler intervenire con l’intento di procedere alla necessaria “rettifica” della determinazione stessa.

La denuncia. "L’atto che prevede un impegno spesa di 120mila euro - insiste la Cisal - è viziato, se non inficiato, da una serie di “incongruenze” che potrebbero far sorgere dubbi di legittimità: a) è stato redatto tardivamente in data 21.03.2016; b) vengono indicati 77 nominativi di dipendenti ad alcuni dei quali viene assegnato un monte ore che supera di gran lunga l’effettiva possibilità di poterlo effettuare nei tempi previsti (oltre alle normali 36 ore di servizio è possibile effettuare max 12 ore in una settimana, per un totale di 48); c) alcuni degli stessi dipendenti inseriti sono già impegnati ad effettuare straordinario in altri servizi (commissione straordinaria di liquidazione – determina n° 796 del 23.03.2016 a firma del vice segretario generale, Adriana Teti); d) sarebbe stato effettuato un sorteggio (per come espressamente richiesto dal sindaco Costa) ma, stranamente, a risultare “estratti” sarebbero stati quegli stessi dipendenti che hanno “goduto” dello stesso “privilegio” di garantire il servizio ed arrotondare lo stipendio anche nelle passate competizioni elettorali; e) alcuni dipendenti sono già impegnati ad effettuare lavoro straordinario anche nell’attività della commissione elettorale con un ulteriore impegno spesa di circa 30mila euro".

Affondo finale. "Queste sono le motivazioni più rilevanti - prosegue Nusdeo  - per le quali è stata richiesta la rettifica. Ma evidentemente vi sarebbero anche ragioni di opportunità. Quella, per esempio, che non giustifica lo stesso impegno di risorse umane e finanziarie di questa portata. Proprio perché per questo referendum del 17 aprile non è necessario dispiegare gli stessi “mezzi” di una competizione per le amministrative o le politiche. Basta notare quante bacheche per la pubblicità elettorale sono state installate in città per far sorgere seri dubbi sulla condivisione della scelta effettuata dalla dirigente in questione. Ragioni di opportunità rispetto alle “aspettative” del sindaco Costa che alla stregua dei risultati ha indubbiamente creato malumori e malcontenti perché ha dato l’impressione ancora una volta di protendere a premiare alcuni a discapito di altri. E’ come aver confermato una divisione tra “buoni e cattivi”, dove i “buoni” sono i “servizievoli” e i “cattivi” sono quelli che contestano le sue scelte, spesso superficiali… tanto la sua lauta indennità come responsabile del servizio nessuno potrà comunque metterla in discussione".