Chiesa in lutto: muore sacerdote e maestro di etica professionale (NOME)
La sua capacità di comunicare il Vangelo con un linguaggio immediato ma profondo lo ha reso un predicatore amato
La Calabria piange una delle sue menti più lucide e raffinate. Si è spento all’età di 80 anni don Pippo Curatola, figura poliedrica che ha saputo coniugare per decenni la missione sacerdotale con l’impegno civile, filosofico e giornalistico. Storico direttore del settimanale diocesano L’Avvenire di Calabria, don Pippo è stato per oltre sette lustri il punto di riferimento dell'informazione cattolica locale, portando la testata a una rilevanza di respiro nazionale.
Don Curatola non è stato solo un uomo di penna, ma un innovatore capace di anticipare i tempi. Già nel 2001, con una lungimiranza rara per l'epoca, traghettò il giornale diocesano nell'era digitale, rendendolo uno dei primi periodici locali italiani a sbarcare sulla rete.

I suoi editoriali e la celebre rubrica "Pensieri del Viandante" restano una testimonianza del suo stile: un mix perfetto tra rigore analitico e sensibilità spirituale. Attraverso i suoi scritti, sapeva leggere la complessità della cronaca offrendo ai lettori bussole etiche mai banali, stimolando una crescita che fosse al contempo intellettuale e interiore.
Oltre alla carriera giornalistica, don Pippo ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo dell'educazione. Come rettore del Seminario e docente di Filosofia nei licei statali, ha formato intere generazioni di giovani, incarnando quotidianamente quel dialogo tra fede e ragione che considerava essenziale per la comprensione del mondo moderno. La sua capacità di comunicare il Vangelo con un linguaggio immediato ma profondo lo ha reso un predicatore amato e rispettato da tutta la comunità.
L’eredità lasciata da don Curatola rimane un pilastro per l’Arcidiocesi e per il giornalismo italiano, che oggi riconosce in lui un maestro di etica professionale.
Le esequie saranno celebrate mercoledì alle ore 10:00 presso la Basilica Cattedrale di Reggio Calabria, presiedute dall’arcivescovo Fortunato Morrone.
