Processo al clan di 'Ndrangheta: la Cassazione conferma le condanne (NOMI)
Le condanne d’appello restano invariate, confermando responsabilità e sanzioni economiche per decine di imputati

La Suprema Corte mette la parola quasi definitiva sul processo “Golgota”, l’inchiesta della Dda di Catanzaro che ha fatto luce sulle attività criminali delle cosche Arena-Nicoscia e Mannolo tra Isola Capo Rizzuto e il Crotonese.
Per Giovanni Greco la Cassazione ridetermina leggermente la pena, portandola a 12 anni e 10 mesi di reclusione, rispetto ai 13 anni e 4 mesi inflitti in appello, mentre per tutti gli altri imputati l’impianto accusatorio viene sostanzialmente confermato.
Rigettati i ricorsi di Salvatore Arena, Fiore Macrillò, Francesco Macrillò, Giuliano Mannolo, Antonio Nicoscia, Antonio Sestito, Giuseppe Timpa e Santo Vittimbersa, con condanna al pagamento delle spese processuali. Inammissibili invece i ricorsi di altri 32 imputati, chiamati a versare 3mila euro ciascuno alla Cassa delle ammende oltre alle spese.
Con questa decisione, la Cassazione chiude quasi del tutto la vicenda giudiziaria, confermando le condanne emesse nel secondo grado e ribadendo la responsabilità dei protagonisti delle cosche nel traffico di droga e nelle attività criminali della zona.
