Democrat a confronto: Magorno promuove Oliverio, ma chiede di accelerare
Oggi prevista la seconda parte dell'assemblea regionale del partito, che sarà riservata al referendum costituzionale e al confronto con il territorio
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E’ partita con la relazione del segretario regionale del Partito democratico, on. Ernesto Magorno, la due giorni di confronto organizzata per rilanciare l’azione del Pd in Calabria, a Camigliatello Silano, al complesso turistico “La Fattoria” in località Labonia. Al tavolo della presidenza dell’assemblea regionale, assieme a Magorno, la parlamentare Stefania Covello componente della segreteria nazionale del Partito, il presidente della Regione Mario Oliverio, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Marco Minniti e inoltre il responsabile regionale dell’organizzazione Giovanni Puccio e il presidente dell’assemblea regionale Peppino Vallone. I lavori di ieri pomeriggio hanno visto l’intervento del presidente della Regione, Mario Oliverio, e del sottosegretario Marco Minniti a conclusione della sessione politica. La discussione di oggi è riservata al referendum costituzionale e al confronto con il territorio, attraverso il confronto con gli iscritti e i dirigenti locali: prevista, infatti, la relazione in merito del deputato Demetrio Battaglia, coordinatore del gruppo di lavoro sul referendum e, a seguire, il confronto con i sindaci, i segretari di circolo e i segretari di federazione.

La "promozione" ad Oliverio. Ad esordire il segretario Ernesto Magorno: "Mario Oliverio sta operando bene in un contesto difficile, ma ora bisogna accelerare. Sulla sanità confermiamo la nostra linea sui commissari, ma oggi si parla del Pd Calabria, un partito che deve essere inclusivo." Lo ha detto il segretario Ernesto Magorno nella sua relazione all'assemblea regionale di Camigliatello. "Il governo Renzi ha messo davvero la Calabria al centro dell'azione di Governo, ma noi deputati calabresi dobbiamo fare di più per una regione che purtroppo resta Cenerentola del Paese. Non prendiamo lezione dai 5stelle, e non abbiamo bisogno delle loro inutili manifestazioni come quella di Reggio Calabria. Proprio a Reggio Calabria si terrà la festa dell'Unita' regionale" ha detto ancora Magorno. "Siamo contro la 'ndrangheta, i veleni contro il Pd non sono degni di essere accettati qui. La ndrangheta non è nella parte migliore della nostra regione, le storie dei componenti del nostro partito sono le storie di chi ha combattuto contro la 'ndrangheta. Sosteniamo la battaglia di Di Natale alla Provincia che Occhiuto occupa abusivamente" ha detto ancora il segretario regionale. "Il Pd deve ripartire dal basso, ascoltando i calabresi. Abbiamo bisogno di meno correnti e più partito, di una discussione di collettivo. C'è bisogno di un confronto continuo e costante e decidere insieme. I Sindaci siano parte del Direttivo dei circoli. Bisogna essere aperti e coinvolgere", ha esortato Magorno. "La riforma costituzionale è una svolta copernicana dobbiamo far votare sì e far capire che il referendum è per l'Italia non per il Pd. Il problema non è il segretario regionale ma una classe politica che pensa a conservare uno status quo. Lunedì alle 12:00 presenterò la mia segreteria, il Pd avrà anche dei forum con le migliori energie" ha annunciato Magorno.

Il rilancio della politica. Il governatore Oliverio ha puntato sulla necesità di riformare in qualche modo il partito. "La situazione - ha detto - è drammatica, dal punto di vista economico e sociale. Abbiamo problemi sui quali il Pd deve assumere delle iniziative". Problemi che vanno dalla necessità di una programmazione comunitaria alla rimodulazione del deficit infrastrutturale della regione, passando per burocrazia e clientelismo: mali da sconfiggere. "Dobbiamo riscrivere un codice etico nel partito. Nella crisi generale di rappresentanza dei partiti - ha aggiunto - noi reggiamo, perché abbiamo cultura radici e tradizioni".
La sanità. Ambrogio si è soffermato sulle contraddizioni della sanità in Calabria, con un commissario il cui lavoro appare evidentemente gradito a Roma, ma del quale la Regione chiede la rimozione. "Non si possono parlare due lingue diverse", ha detto. Ma il confronto non si è chiuso qui e, oggi, riprenderà dal punto in cui lo si è lasciato ieri.
