L'uomo perse la vita al termine di un'agonia durata quasi un mese. Ai sanitari viene contestato di non aver eseguito gli esami strumentali funzionali alla diagnosi

Tre medici sono stati rinviati a giudizio per la morte di un trentaduenne avvenuta nell'aprile 2015 all'ospedale "Pugliese-Ciaccio" di Catanzaro. L'uomo era stato ricoverato in seguito a un incidente stradale all'ospedale San Giovanni di Dio di Crotone per una frattura scomposta. Ma i sanitari di quel nosocomio non si sarebbero accorti in tempo utile che l'uomo aveva subito anche danni vascolari alla gamba destra. Quando avvenne il trasferimento nell'ospedale del capoluogo di regione per Marco Muscarà, al quale venne pure amputato un arto, era ormai troppo tardi. Il giovane perse la vita e Procura della Repubblica aprì un fascicolo. 

Ieri, a distanza di oltre due anni da quei tragici fatti, il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Crotone ha rinviato a giudizio tre medici Rolando Borelli, 61 anni, di Botricello, Rosario Ceraudo, 45 anni di Strongoli e Luigi Opipari, 64 anni di Sellia Marina. Compariranno davanti al giudice del Tribunale di Crotone Romina Rizzo il prossimo 17 gennaio. 

Ai tre medici viene contestato di aver omesso di compiere tutti gli esami diagnostici necessari per risalire tempestivamente alla "sindrome da schiacciamento all'arto destro.