Ammanco al Centro Studi di Palmi, la replica dell'avvocato Scalfari
In merito all’articolo dal titolo “Ammanco al Centro Studi di Palmi, 4 anni per il custode giudiziale” (leggi QUI), pubblicato il 2 dicembre, l'avvocato Domenico Scalfari ritiene che ci siano "fatti che non corrispondono alla realtà". Di seguito pubblichiamo integralmente la replica dello stesso:
"1) Nel procedimento penale in questione l’asserito ammanco che, secondo l’articolo pubblicato ammonterebbe a un milione di euro, non è stato mai accertato e non avrebbe potuto esserlo e l’importo indicato nell’articolo è del tutto inconferente con il dato di realtà. Infatti:
- il totale delle entrate della procedura in questione ammonta a € 1.510.769,72 (sul punto vi è prova documentale);
- i costi di gestione dell’immobile sono tutti documentati e riconosciuti dalla parte civile (sul punto vi è prova documentale)
- la procedura si è conclusa con il pagamento dei creditori, l’estinzione del pignoramento e la restituzione dell’immobile alla società debitrice (sul punto vi è prova documentale).
2) il Procuratore Generale in requisitoria ha espressamente e chiaramente chiesto l’accoglimento del motivo di ricorso relativo alla confisca dell’asserito profitto del reato poiché i giudici del merito ne avevano omesso la motivazione (i.e. non si comprende, ancora adesso, come siano arrivati alla somma di € 277.817,88) e, non potendosi, allo stato, quantificare esattamente l’asserito
danno subito, ha chiesto l’annullamento della sentenza con rinvio ai Giudici del merito. Significando, quindi, che non appena la Suprema Corte depositerà la motivazione della decisione, si azioneranno tutti gli strumenti giuridici disponibili, ordinari e straordinari".
