'Ndrangheta, accusato di essere un fiancheggiatore di un latitante, il Riesame annulla l'arresto (NOME)
L'uomo è stato immediatamente rimesso in libertà. "Carenza di gravità indiziaria"
Colpo di scena giudiziario nell'ambito delle indagini che hanno recentemente interessato il territorio di Cirò. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato integralmente l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa lo scorso 21 novembre nei confronti di Antonio Esposito, 76 anni. L'uomo è stato immediatamente rimesso in libertà.
Il collegio difensivo, composto dagli avvocati Gianni Russano e Luigi Antonio Alboccino, è riuscito a scardinare l’impianto accusatorio che aveva portato il Gip a disporre la misura cautelare più restrittiva. Secondo quanto si legge nel provvedimento, i giudici hanno ritenuto insussistenti i presupposti necessari per il mantenimento della custodia in carcere. In particolare, la revoca è giunta per una carenza di gravità indiziaria, elemento che la legge considera indispensabile per privare un indagato della libertà personale prima di un eventuale processo.
Antonio Esposito era finito sotto la lente d'ingrandimento della Procura nell'ambito di un procedimento legato alla presunta rete di supporto che avrebbe favorito la latitanza di Antonio Anania, figura centrale di una recente operazione giudiziaria nel Cirotano.
Tuttavia, la difesa ha sottolineato un dato procedurale significativo: Esposito era già stato assolto nel corso del procedimento "Stige" (troncone abbreviato), una circostanza documentata dagli atti che ha pesato nella valutazione complessiva del suo profilo giudiziario. Con la decisione odierna, il Riesame ha dunque azzerato l'ordinanza emessa meno di un mese fa, disponendo il rientro a casa del 76enne senza alcuna misura residua.
