Una risposta concreta, umana e politica al peso economico che accompagna la sfida più difficile: quella contro il tumore. Da domani, mercoledì 18 marzo, la Regione Calabria rende operativa la piattaforma online per accedere a “Un Passo in Più”, il programma di sostegno economico destinato alle donne in percorso di cura oncologica che versano in condizioni di vulnerabilità.

La misura, dotata di un fondo complessivo di 3 milioni di euro, è stata fortemente voluta dalla Giunta Occhiuto. Ad annunciarne l'avvio è l'assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, che sottolinea il valore di un intervento nato per abbattere le barriere della cosiddetta "tossicità finanziaria": quel sovrapprezzo di spese vive che rischia di compromettere la serenità e l'efficacia delle cure.

Il bando prevede l'erogazione di una sovvenzione che può arrivare fino a 10.000 euro, modulata in base all'ISEE della richiedente. Si tratta di un contributo a fondo perduto, esente da tassazione, erogato con procedura a sportello. La misura è pensata per coprire il 100% delle spese ammissibili: dai costi per i viaggi terapeutici e i ticket, fino al supporto per i caregiver che assistono quotidianamente le pazienti nella gestione della malattia e degli spostamenti.

«Ogni anno in Calabria oltre 2.000 donne ricevono una diagnosi di tumore – ha ricordato l'assessore Straface – e sappiamo bene che alla sofferenza fisica si aggiunge un impatto economico pesantissimo tra terapie, spese impreviste e sospensione del lavoro. Una diagnosi non può e non deve trasformarsi in una condanna economica».

L'intervento non viene presentato come un semplice atto amministrativo, ma come un modello di welfare attivo. L'obiettivo è costruire una rete di protezione che integri il sostegno clinico con quello quotidiano, garantendo che nessuna donna sia lasciata sola davanti alle difficoltà pratiche che la malattia impone.

«È una scelta politica e umana precisa – conclude Straface – un segnale di vicinanza reale per dire a queste donne che la Regione è al loro fianco nella quotidianità, affinché le spese non diventino mai un ostacolo al diritto alla cura».