IL RICORDO | Scompare Mimmo Carratelli, leader per vocazione naturale
Uomo dal carattere forte, dalle decisioni nette e coerenti con le sue idee; leader per vocazione naturale, dallo stile impeccabile, da galantuomo d’altri tempi, probabilmente non poteva che andarsene così. Quando si è reso conto che un male incurabile lo avrebbe sopraffatto, ha scelto di spegnersi accelerando i tempi del suo andarsene da questo mondo che sempre meno gli assomigliava, preda di volgarità e pressappochismo, di ipocrisia e mediocrità, aspetti che sempre ha combattuto con decisione, seppur con il garbo che lo ha contraddistinto.
Piango la fine, prematura ed improvvisa, di un caro e nobile amico, di un profondo intellettuale, di un politico di razza, con il quale, in alterni periodi in oltre trent'anni di vita, ho condiviso alcune delle tanti importanti iniziative che, nei suoi diversi ruoli (tutti di prestigio) ha promosso in favore del nostro territorio. Perché la fine prematura ed improvvisa di Domenico Romano Carratelli lascia attoniti e provoca un vuoto in un momento, ed in questo territorio, che sconta la mancanza di punti di riferimento, l’assenza di una leadership dallo sguardo lungo, di un politico che sappia essere interprete autentico delle sue vocazioni.
Domenico Romano Carratelli è stato innanzitutto un politico di spessore alto.
Dopo l’esperienza di consigliere e poi sindaco di Tropea, città che sempre gli è rimasta nel cuore, sposta i suoi interessi sul capoluogo Vibo Valentia sedendo negli scranni di Palazzo Luigi Razza da dove spicca il volo per il Consiglio regionale.
Costruitosi politicamente nella Fuci ai tempi dell’università a Palermo, Carratelli, nel 1961 entra nella DC e vive in prima persona l’intensa parabola di questo partito che da protagonista assoluto della vita politica italiana, si annienta e si dissolve prima nel Partito Popolare, che lo vede fra i 40 componenti dell’Assemblea Programmatica Costituente per la sua nascita e quindi nella Direzione nazionale con i segretari Marini e Castagnetti, e poi fra i componenti del Comitato Costituente della Margherita.
Nei quindici anni passati in Consiglio regionale (dal 1980 al 1995), Carratelli ha ricoperto tutti gli incarichi. È in questo periodo che nasce un reciproco rapporto personale di stima e di amicizia che, con il passare del tempo, diventa sempre più affettuosa. Perché Mimmo Carratelli intende svolgere il suo ruolo politico avendo sempre presente il territorio di riferimento ed in questo senso sviluppa il suo impegno lasciando tracce che hanno segnato vere e proprie svolte. Per questo motivo, accoglie nel suo studio di Palazzo Gagliardi-De Riso giovani con i quali si confronta all’insegna di idee operative ed innovative. Il tempo era come si fermasse, nel suo studio, a discutere di politica e l’immancabile caffè al bar, e poi il confronto di idee e progetti. Da lì si usciva puntualmente arricchiti. Mi capita così di essere al suo fianco per lunghi periodi, in diverse occasioni, come quando, da assessore regionale al Turismo, svolge il ruolo maieutico nell’ideazione del toponimo “Costa degli Dei” per indicare il tratto di costa marina calabrese compresa da Pizzo a Nicotera, della nuova provincia di Vibo Valentia; toponimo che lui ufficializza con un’apposita delibera in qualità di Assessore al Turismo della Regione Calabria. Ed ancora, quando, divenuto Presidente del Consiglio regionale, nella sua veste di legislatore propone e fa approvare la legge che istituzionalizza l’Accademia Hipponiana (che mi vide Direttore nei tanti anni di attività), scuola superiore di musica che tanto lustro ha dato alla città di Vibo Valentia e tanti musicisti ha forgiato con i suoi corsi di specializzazione. Ero al suo fianco anche, quando, comprendendo che era arrivato il momento giusto per realizzare un antico sogno, concepì la legge regionale a sostegno della realizzazione della Provincia di Vibo Valentia, un atto propedeutico ed utile a chiudere definitivamente l’operazione nelle aule del Parlamento.
E nel Parlamento Domenico Romano Carratelli arriva, a coronamento della sua carriera politica. Nel 1996 è eletto alla Camera dei Deputati. Nel corso del quinquennio, fino al 2001, sarà componente del Direttivo del Gruppo Parlamentare dei Popolari per l’Ulivo, vicepresidente vicario della Commissione Difesa, membro della Delegazione Parlamentare Italiana all’Assemblea dell’Atlantico del Nord, componente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta per il Cermis, per chiudere la sua esperienza parlamentare come sottosegretario di Stato ai Lavori Pubblici.
Intanto, la politica si trasforma, assume toni e modi lontani dal suo stile e dai suoi principi; modi rudi e volgari prendono il sopravvento e lui non si ritrova più. Senza perdere il suo stile, quei suoi modi pacati ma decisi, Mimmo Carratelli si mette di fianco, spettatore tacito piuttosto che protagonista, e si rifugia nel suo altro grande amore: la cultura, i libri, i beni storico-culturali.
Ed è in questa sua nuova veste che si ricompone il nostro personale sodalizio, tra stima, amicizia ed interessi comuni. Rinvigorito dalla sua nuova personale stagione di vita, grazie alla presenza al suo fianco di Teresa Saeli, nuove attività prendono vita: realizziamo (lui nella veste di mentore discreto ma decisivo) la delegazione vibonese del FAI, che proprio sotto la guida di Teresa Saeli diviene ben presto un preciso punto di riferimento culturale per il territorio vibonese. Fine intellettuale, bibliofilo raffinato, amante della storia, coltiva la sua passione di collezionista di libri antichi e di ceramiche di Gerace, guida l’associazione di bibliofili “Barrio” ed in questa nuova avventura realizza il sogno al quale punta ogni collezionista: scopre, acquisisce, valorizza uno straordinario reperto finora sconosciuto ai più, un manoscritto acquerellato di fine ‘500, un insieme di 99 acquerelli illustranti città fortificate, castelli, territori e sistema difensivo della Calabria Ulteriore, un capolavoro che affascina tutti gli studiosi che lo cercano e lo studiano - ammirati e sbalorditi – e non a caso decidono di denominarlo Codice Romano-Carratelli.
Diventa questo il suo nuovo obiettivo, al quale dedica ogni suo sforzo, tutto il suo impegno in un’intensa opera di divulgazione e valorizzazione. È il capolavoro finale che lo rende immortale, perché il suo nome, impresso nella denominazione del Codice, rimarrà per sempre ad imperitura memoria.
Un’infelice coincidenza, però, impedisce che ora gli siano dati gli onori che merita, non essendo possibile in questo momento celebrare funerali, ma ci sarà tempo e modo per rendergli il giusto e doveroso omaggio.
Mancherà. Mancherà Domenico Romano Carratelli. Alla moglie Teresa, ai suoi figli Alessandro e Simona il compito di rendere viva questa sua immensa eredità.
