Armi, risse e intercettazioni: prosegue "Rinascita-Scott"
Stamani si è svolto, nell'aula bunker di Lamezia Terme, il controesame del maresciallo Vecchio da parte di alcuni difensori di imputati in “Rinascita Scott”, in merito a delle posizioni relative a vicende estorsive nonché alla detenzione di armi riconducibili alla ’ndrangheta del Vibonese.
Il controesame è stato condotto dall'avvocato Francesco Muzzopappa per la posizione di Antonio Vacatello e di Vonazzo. Il legale ha fatto domande relative alla rissa sfociata a Pizzo Calabro nei pressi della pizzeria “Forte della monacella”, dove sono rimaste coinvolte diverse persone imputate in “Rinascita Scott”, poi soffermandosi sulla figura di Antonio Vacatello e del suo ruolo a Vibo Marina, per poi concludere sulla vicenda estorsiva della testa mozzata del delfino fatta recapitare ad un imprenditore vibonese.
Poi è stata la volta degli avvocati Giuseppe Di Renzo e Bruno Vallelunga per la posizione di Salvatore Morelli in merito a vicende estorsive perpetrate nel Vibonese, dell'avvocato Luciano per la posizione di Orazio Lo Bianco, e dell'avvocato Vincenzo Gennaro. Infine l'avvocato Giousè Monardo e l'avvocato Santo Cortese, il primo quale difensore di Maria Piperno, moglie di Filippo Di Miceli (già detenuto in “Rinascita Scott”) ed il secondo per la posizione dell'indagato Francesco Miceli.
Il controesame era relativo alle modalità di rinvenimento delle armi rinvenute a Piscopio presso l’abitazione di Filippo Di Miceli. Armi, secondo quanto narrato dal neo pentito vibonese Bartolomeo Arena, nella disponibilità del gruppo Pardea “Ranisi” di Vibo Valentia, nonché sui colloqui intercettati in carcere tra Di Miceli e di propri familiari.
