"Non potranno certamente rimproverarci di non aver avuto pazienza. Di non aver atteso un segnale e di non aver avuto fiducia in un intervento risolutivo delle istituzioni, interpellate a più riprese e sempre rimaste evasive se non sfuggenti. Ma ora è arrivato il momento di dire 'basta'. Anzi i lavoratori ex Progettambiente dicono, gridano a gran voce ' basta', è ora di tornare a lavorare". Lo Slai Cobas, attraverso il suo coordinatore provinciale Nazzareno Piperno, da tempo impegnato per il futuro lavorativo degli ex Progettambiente, rimasti fuori dalla ditta subentrata nel servizio di smaltimento del rifiuti solidi urbani al Comune di Vibo, torna a chiedere il rispetto dei diritti, del lavoro.

"E' trascorso oltre un mese dall'ultimo incontro in Prefettura, alla presenza dell'assessore all'Ambiente Scuticchio, dove ci si era lasciati con la promessa di un nuovo incontro,  che veniva paventato come decisivo. Ed in questo mese nulla - dice Piperno - è successo, solo un'assordante silenzio. Ora i lavoratori sono stufi. Sono uomini disperati e la disperazione spesso gioca brutti scherzi non sapendo di cosa sono capaci uomini che non hanno ormai niente da perdere. Noi che li conosciamo bene e ne conosciamo la doti di padri di famiglia e di lavoratori, sentiamo nitidamente come le nostre limitate capacità di controllo e persuasione nei loro confronti si stiano progressivamente assottigliando. Lo leggiamo nei loro occhi e lo leggiamo nei loro silenzi. Per questo, sentendo avvicinarsi la tempesta e chissà anche qualche gesto inconsulto, gettiamo un grido d'allarme. Per ottenere una risposta e magari una rassicurazione che possa portare un po' di speranza e, quindi, un po' di serenità che oggi manca del tutto. Risposta che non potrà essere che quella di una loro immediata assunzione, per come è loro diritto e per come previsto nei famosi accordi istituzionali stipulati in Prefettura nell'agosto 2014".

"Sono ancora undici i lavoratori che attendono una risposta ed una chiamata che ove non arrivassero rappresenterebbero un'altra, l'ennesima delusione, che non crediamo siano disposti a mandar giù. Che la Prefettura ed il Comune escano - afferma il sindaclista - dal loro torpore e prendano posizione, dando seguito con i fatti alle parole. E che si faccia presto. Perchè il tempo è scaduto e solo la nostra opera di convincimento e di mediazione ha finora evitato gesti estremi ed inconsulti. Che, siamo certi, però non potremo evitare ancora per molto. E', purtroppo, l'ultimo appello. Che non cada nel vuoto. Quello che avevamo da dire l'abbiamo detto. Ora tocca agli altri, Prefettura e Comune in testa".