Oltre 20 chili di droga nel garage, padre e figlio arrestati nel Vibonese (NOMI-VIDEO)
Operazione della Squadra Mobile e del Reparto prevenzione crimine di Vibo. La sostanza stupefacente, pronta per essere immessa sul mercato, avrebbe fruttato 200 mila euro
di MIMMO FAMULARO
Padre e figlio in manette a Pernocari, frazione di Rombiolo, uno dei principali centri del Poro. E' qui che il personale della Squadra Mobile diretto dal Giorgio Grasso e gli uomini del Reparto prevenzione crimine guidati da Gianfranco Scarfone hanno arrestato ieri pomeriggio due disoccupati del posto. Si tratta di Giuseppe Contartese De Luca di 49 anni, già noto alle forze dell'ordine per reati vari, e del figlio Francesco di 19 anni, incensurato. Sono accusati di detenzione di sostanza stupefacente del tipo marijuana.
La perquisizione. Nell'ambito di una serie di attività di controllo straordinario del territorio, disposte dal questore Filippo Bonfiglio, è stata effettuata una perquisizione domiciliare nel centro abitato di Pernocari e addosso al diciannovenne è stata rinvenuta una confezione di marijuana pronta per la vendita ed una chiave. Il ragazzo avrebbe inizialmente tentato di depistare i poliziotti che non hanno però mai perso di vista il padre. L'atteggiamento sospetto di quest'ultimo non è infatti passato inosservato. Gli agenti lo hanno notato mentre lasciava la propria casa per dirigersi in un garage nelle vicinanze e, quindi, allontanarsi con due sacchi di marijuana in delle buste nere. Bloccato da un equipaggio del Reparto prevenzione crimine dopo un brevissimo inseguimento, la perquisizione è stata estesa al garage di proprietà del 49enne. All'interno sono stati quindi rinvenuti oltre 20 chili di marijuana già essiccata e pronta per essere immessa sul mercato. Era divisa in quattro sacchi da cinque chili e cinque sacchetti da cento grammi. Il valore stimato è di circa 200mila euro. Tutto il materiale è stato ovviamente sequestrato.
Arrestati. Padre e figlio sono stati quindi arrestati e condotti, dopo le formalità di rito, nel carcere di Vibo Valentia a disposizione dell'autorità giudiziaria. Le indagini proseguono perché allo stato non si conosce la provenienza della sostanza stupefacente finita nella disponibilità dei due, verosimilmente per essere immessa sul mercato. L'operazione, condotta da una quindicina di uomini, con l'ausilio del cane-poliziotto Floyd (già utilizzato in altri blitz anti-droga recenti), è arrivata al termine di un attento lavoro di intelligence attuato sul territorio dagli 007 della Squadra Mobile e della polizia giudiziaria coniugato con l'attività di prevenzione e repressione contestualmente condotta dal Reparto specializzato di stanza alla Scuola agenti allievi di polizia.
https://youtu.be/tEW01ucFFtY
