Confermato dal Tribunale di Sorveglianza di Roma il carcere duro (41 bis) per l'avvocato Giorgio De Stefano, 68 anni, arrestato nel marzo scorso nell'ambito dell'inchiesta antimafia denominata "Sistema Reggio" condotta dalla Dda di Reggio Calabria. Era stato il Ministero della Giustizia, su richiesta della Dda, a mandare Giorgio De Stefano, ritenuto la dagli inquirenti "mente" dell'omonimo casato mafioso di Reggio a mandare l'avvocato al 41 bis. Il Tribunale di Sorveglianza di Roma, al quale si erano appellati i difensori di De Stefano, si è quindi pronunciato confermando il regime detentivo del carcere duro anche se attualmente l'avvocato De Stefano si trova in custodia cautelare.

Giorgio   De Stefano

Misura cautelare che ha raggiunto Giorgio De Stefano anche per l'inchiesta antimafia denominata "Mammasantissima" condotta sempre dalla Dda di Reggio Calabria e che lo colloca al vertice di un sistema criminale che accomunerebbe la 'ndrangheta e la massoneria deviata.  Giorgio De Stefano è già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa al termine del maxiprocesso nato dall'operazione antimafia "Olimpia" del 1995. Giorgio De Stefano è primo cugino dell'omonimo boss  Giorgio ucciso in località "Acqua del Gallo" nel 1977, e dei fratelli di quest'ultimo Giovanni De Stefano, (ucciso il 24 novembre del 1974 all'interno del bar Roof Garden di Reggio nell'ambito della prima guerra di mafia con il clan Tripodo), Paolo De Stefano (il boss dei boss ucciso il 15 ottobre 1985 ad Archi dal clan rivale dei Condello) ed Orazio De Stefano. (g.b.)