Catanzaro, il Consiglio comunale “blinda” l'ospedale Pugliese
Il progetto del sindaco è ricostruire la struttura sanitaria sul posto grazie all'intervento dei privati
E’ passata a maggioranza la proposta di deliberazione che il sindaco Sergio Abramo ha ieri sottoposto al Consiglio comunale ottenendone l’approvazione. L’aula rossa si è quindi espressa favorevolmente, ratificando il progetto più volte annunciato dal primo cittadino, di mantenere l’attuale ubicazione dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio”. Prosegue dunque il braccio di ferro tra l’amministrazione comunale e la struttura commissariale, che nell’iter del processo d’integrazione tra l’azienda ospedaliera e l’universitaria “Mater Domini”, aveva previsto lo spostamento delle unità operative complesse del “Pugliese” in un’ala, di nuova costruzione, del policlinico universitario.
Resistenze. Il sindaco, Sergio Abramo, e il comitato “Salviamo l’ospedale Pugliese”, presieduto dall’avv. Francesco Pitaro, si sono opposti strenuamente al piano “Scura”, giudicando l’operazione penalizzante per il centro storico che da tempo langue in una condizione di spopolamento abitativo e di fragilità economica.
La relazione del sindaco. “Nell’ultima riunione di Consiglio comunale avevo sottoposto all’aula una proposta aperta, dicendo apertamente di essere contrario, sotto l’aspetto urbanistico, alla realizzazione di una “piastra” a dieci piani accanto al Policlinico di Germaneto. Ho anche detto che si poteva discutere dell’eventuale costruzione del nuovo ospedale a Germaneto (per il quale erano e sono tuttora disponibili i 120 milioni di euro dell’ex art.20), già localizzato dal Consiglio comunale nel gennaio del 2005, a patto che contestualmente venisse raddoppiato il Polo Oncologico del Ciaccio e che, al posto del “Pugliese”, venisse realizzata una grande Casa della Salute a valenza provinciale, tale da controbilanciare il trasferimento dell’HUB ed evitare una desertificazione del centro cittadino. Ebbene, tali condizioni sono cadute perché il Piano predisposto dal Commissario Scura destinava come “futuro intervento” la realizzazione della Casa della Salute, lasciando nel vago il finanziamento occorrente di ulteriori 80 milioni di euro. In altre parole, il Piano Scura si è rivelato una scatola vuota che non poteva essere in alcun modo essere accettata. Ho avanzato, dopo essermi confrontato con i vari interlocutori, l’idea di ricostruire il “Pugliese” là dove si trova, nell’area di viale Pio X, utilizzando i 120 milioni di euro già disponibili, integrabili con ulteriori 30-40 milioni di financing. E’ un’operazione tecnicamente possibile, già realizzata in altre parti d’Italia grazie alle nuove tecnologie. Ma dirò di più. Io penso ad un grande ospedale “Pugliese” messo in relazione con il Parco del Ciaccio e con l’area del Madonna dei Cieli, dotato di un nuovo sistema viario collegato alla tangenziale ovest, munito di ampi parcheggi sotterranei e soprattutto interconnesso con il polmone verde del Parco della Biodiversità. Potrebbe diventare, nel giro di qualche anno, uno dei più belli e funzionali ospedali d’Italia”.
La proposta di deliberazione. Sussistono condizioni urbanistiche e di programmazione territoriale che allo stato attuale non possono che richiedere la permanenza della struttura ospedaliera Pugliese nella localizzazione in cui si trova; che è stata verificata la possibilità, per analogia ad altri interventi fatti per strutture ospedaliere, di procedere alla demolizione della struttura esistente e la costruzione di un nuovo ospedale rispondente a tutti i necessari adeguamenti normativi e di compensare il maggior costo economico con la procedura di “Finanza di progetto” prevista dall’art. 153 del Codice dei contratti; sussiste un preminente interesse pubblico al mantenimento della localizzazione della struttura ospedaliere nell’attuale sede dell’ospedale Pugliese per frenare il degrado e l’abbandono della città; la tipologia ospedaliera in questione risponde ai criteri di utilizzazione sanitaria se localizzata all’interno di un ambito territoriale adeguato di natura provinciale e, di conseguenza, il comprensorio di Germaneto non è adeguato stante la valenza urbanistica direzionale-sanitario regionale così come proposto nella delibera di Consiglio comunale concernente gli indirizzi per la redazione del Piano Strutturale Comunale, tra l’altro in perfetta coerenza con il Piano Territoriale Comprensoriale Provinciale e il Quadro Territoriale Regionale Paesaggistico”.
