Scandalo precari all'Asp di Cosenza: un anno di interdizione per tre manager
Il gip del Tribunale di Cosenza ha disposto l'interdizione dai pubblici uffici per Gianfranco Scarpelli, Vincenzo Caserta e Antonio Perri
Interdizione dagli pubblici uffici per un anno. Il gip del Tribunale di Cosenza, Giuseppe Greco, ha accolto la richiesta formulata dalla Procura e ha applicato la misura interdettiva nei confronti di tre di quattro indagati nell'ambito dell'inchiesta sulle assunzioni dei precari nell'Asp cosentina.
Il verdetto. Il provvedimento riguarda l'ex direttore generale e attuale primario di Neonatologia dell'ospedale di Cosenza Gianfranco Scarpelli, 61 anni di Rende, l'ex dirigente generale del Dipartimento Lavoro della Regione Calabria e attuale funzionario regionale Vincenzo Caserta, 60 anni, originario di San Costantino Calabro e residente a Catanzaro; il direttore del Distretto di Cosenza-Savuto dell'Asp, Antonio Perri, 63 anni di San Fili. Richiesta invece rigettata nei confronti del funzionario della Regione Calabria Pasquale Capicotto, 60 anni, di Pianopoli.
Scandalo precari all'Asp di Cosenza: arrestato un sindacalista. Indagate 142 persone (NOMI)
L'indagine. L'inchiesta, coordinata dal procuratore capo Mario Spagnuolo (nella foto) e dall'aggiunto Marisa Manzini, vede sul registro degli indagati 142 persone. Tra le persone coinvolte ci sono quasi tutti gli assunti, quelli dell'elenco trasmesso dall'Asp al dipartimento Lavoro a ridosso delle Regionali del 2014, funzionari di Azienda sanitaria e Regione Calabria. Alla base dell'indagine c'è l'ipotesi che tutti, abbiano «intenzionalmente procurato ai 133 soggetti, tutti assegnati all'Asp di Cosenza l'ingiusto vantaggio patrimoniale, costituito dal diritto ai "benefici di cui all'articolo 2 della legge regionale numero 15/2008" e il corrispondente danno ingiusto, di rilevante gravità, dell'amministrazione, Regione Calabria, che si obbligava alla corresponsione dei predetti benefici in favore di soggetti sforniti dei requisiti contemplati dalla norma».
