Nel settembre del 2017 era stato arrestato dai carabinieri per aver segregato in un pollaio il fratello disabile. Maltrattamenti in famiglia è l'accusa originaria mossa dalla Procura di Vibo nei confronti di Vincenzo Vecchio, appesantita dalla circostanza che la persona maltrattata soffriva, fin dalla nascita, di una forma di disabilità mentale che lo rendeva indifesa e totalmente incapace di opporsi alla volontà del congiunto che, oltre a percuoterlo ed insultarlo, lo costringeva - secondo le indagini - a vivere in un minuscolo fabbricato dal tetto di eternit, tra sporcizia ed escrementi. Una storia che si sarebbe protratta per anni: dal 2005 fino al momento dell'arresto di Vecchio.

Adesso il Gup di Vibo, Marina Russo, al termine dell'udienza preliminare ha disposto il rinvio a giudizio per l'indagato dinnanzi al tribunale di Vibo Valentia per il 15 aprile 2021. È stato rinviato a giudizio per il solo reato di maltrattamenti aggravati mentre per la contestazione di riduzione in schiavitù è stata avanzata richiesta di archiviazione da parte della Procura della Repubblica. L'imputato è difeso dall'avvocato Domenico Tripaldi del Foro di Vibo Valentia.