'Ndrangheta e narcotraffico, atto finale in Cassazione per cinque imputati (NOMI)
Si avvia verso la parola "fine" una delle vicende giudiziarie più longeve della storia recente della Dda
Si avvia verso la parola "fine" una delle vicende giudiziarie più longeve della storia recente della Dda di Reggio Calabria. Il prossimo 31 marzo, la terza sezione della Corte suprema di Cassazione sarà chiamata a emettere il verdetto definitivo sul processo “Jo-Ti”, un’inchiesta che ha attraversato oltre ventidue anni di cronaca giudiziaria.
Tutto ebbe inizio tra il 2003 e il 2004, quando la Procura antimafia e gli agenti della sezione “Narcotici” della Squadra Mobile reggina sferrarono un colpo durissimo al narcotraffico locale, portando all’arresto di circa un centinaio di persone. Da quella maxi-operazione sono derivati numerosi tronconi processuali, che nel tempo hanno portato a sentenze definitive per la gran parte degli indagati. Ora, a distanza di oltre due decenni, resta da chiudere l’ultimo stralcio, già annullato con rinvio dalla Cassazione e successivamente ridefinito dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria il 13 febbraio 2025.
Al centro dell’attenzione dei giudici supremi vi sono ora le posizioni di cinque imputati:
- Domenico Ecelestino, 53 anni
- Luigi Chillino, 41 anni
- Loretta Tramonti, 49 anni
- Orazio Ficaa, 55 anni
- Maurizio Marino, 53 anni
A rappresentarli in questo delicato passaggio finale davanti alla Suprema Corte vi è un collegio difensivo composto dagli avvocati Francesco Calabrese, Giacomo Iaria, Fortunato Renato Russo, Fabio Augusto Tuscano e Domenico Palmisani Battaglia.
L’udienza del 31 marzo rappresenta il punto di arrivo di un percorso processuale complesso, che ha visto le aule di giustizia impegnate per anni nel ricostruire una fitta rete di illeciti legati al mondo degli stupefacenti. La decisione della terza sezione della Cassazione non solo chiuderà definitivamente il fascicolo "Jo-Ti", ma metterà il sigillo su una delle indagini che hanno segnato il lavoro investigativo antimafia nei primi anni Duemila, mettendo in luce le rotte e le dinamiche del narcotraffico che, all'epoca, premevano con forza sul territorio reggino.
