Il Tribunale sezione misure di prevenzione di Catanzaro con decreto depositato lo scorso 5 settembre, ha respinto la proposta della sorveglianza speciale ed il sequestro disposto anticipatamente su alcuni beni della ditta di Mallamace, disponendone la restituzione degli stessi e di tutti i rapporti bancari che avevano interessato Mallamace Francesco ed i suoi più stretti familiari.

Per i giudici della prevenzione, secondo le argomentazioni e le produzioni della difesa (avv.ti Enzo Gennaro e Francesco Gambardella per Mallamace ed  Giancarlo Pittelli e Sergio Rotundo per la Sig.ra Rubino), le dimostrazioni della CT di parte e l’applicazione della norma specifica, in uno anche ai criteri giurisprudenziali in materia, non esiste l’attualità della pericolosità per Mallamace, per cui la proposta personale va respinta, ed anche i beni sottoposti a sequestro, che erano ricompresi in un arco temporale 1999/2010, non possono formare oggetto di un tale provvedimento.

Dalle risultanze è emerso come le somme di denaro impiegate da Mallamace nell’anno 1999 per la costituzione della Eurolegnami di Francesco Mallamace non avessero provenienza illecita e tanto meno la ditta è inquadrabile in alcune delle categorie sanzionate dal legislatore.
Dunque, la ditta ed il compendio posti sotto sequestro nell’ottobre 2018 sono stati totalmente restituiti agli aventi diritto, in data 17 settembre 2019 e successivamente, attraverso la Guardia di Finanza che aveva proceduto alle indagini patrimoniali.

La ditta e quanto posto sotto sequestro in tale periodo sono rimasti sotto la gestione dell’Amministratore nominato dal Tribunale. Il titolare ha affermato che "gli è stata restituita una ditta, che la momento del sequestro era in buona salute, ed ora non più e toccherà a lui recuperare. Tant’è che circa 25 dipendenti, padri di famiglia, che lavoravano stabilmente nella ditta, hanno, nelle more, perso il lavoro. Resta l’amara considerazione di una vicenda, nella quale sono stati posti sotto sequestro sin anche i risparmi dei figli minori e le regalie dei parenti agli stessi ed alla consorte. Non è giusto!"