'Ndrangheta, impresa edilizia del Reggino "permeabile" alle infiltrazioni mafiose (VIDEO)
Sarà in amministrazione giudiziaria per sei mesi la A.E.T. S.r.l., società reggina operante nel settore edilizio. Nel corso delle indagini, infatti, è emerso un rapporto di stabile agevolazione tra l’esercizio delle attività economiche riferibili alla società e ai suoi soci e amministratori Antonio Martino e Andrea Cuzzocrea (il cui patrimonio è stimato in 10 milioni di euro circa), con membri della famiglia “Guarnaccia”, questi ultimi coinvolti in vicende giudiziarie in relazione ai loro stretti rapporti con la cosca “Libri” operante nel territorio di Reggio Calabria.
Interessi con società di diritto arabo.
Nello specifico sono emerse significative commistioni di interessi con una società di diritto arabo costituita, tra gli altri, da Francesco Guarnaccia, 52 anni, già condannato definitivamente per il delitto di intestazione fittizia aggravato dalle finalità di avvantaggiare la ‘ndrangheta, nonché con una ulteriore impresa, anch’essa di diritto arabo, nella cui compagine figura Giovanni Domenico Guarnaccia, 58 anni, soggetto già condannato definitivamente per intestazione fittizia di beni aggravata dalla finalità di agevolare la ndrangheta e segnatamente la cosca “Libri” di Reggio Calabria, già sottoposto a precedenti misure di prevenzione personali e patrimoniali.
Società "permeabile" alle infiltrazioni della 'ndrangheta.
In proposito, gli elementi investigativi acquisiti nell’ambito del contesto in rassegna, hanno consentito di far emergere sufficienti indizi in ordine alla presunta “permeabilità” della A.E.T. S.r.l. rispetto alle infiltrazioni della criminalità organizzata, nonché in ordine alla agevolazione effettuata dalla società proposta in favore di soggetti legati alle cosche di ndrangheta, tali da determinare l’adozione del provvedimento di amministrazione giudiziaria. Il 31 gennaio 2018 la stessa società era stata sottoposta a controllo giudiziario per un anno, periodo prorogato in data 6 febbraio 2019 e 5 febbraio 2020 in ragione di un provvedimento interdittivo emesso nel 2017 dalla Prefettura di Reggio Calabria, confermato sia dal Tar che dal Consiglio di Stato.
Indagini della Guardia di finanza.
L’attività di servizio in rassegna testimonia, ancora una volta, l’elevata attenzione dell’Autorità Giudiziaria e della Guardia di Finanza reggina, nel contrasto ad ogni forma di inquinamento del mercato, a tutela della sana imprenditoria. A dare esecuzione al provvedimento, questa mattina, i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, a seguito di accertamenti effettuati dal Nucleo PEF/G.I.C.O. di Reggio Calabria, con il coordinamento del procuratore aggiunto Calogero Gaetano Paci.
