Catanzaro, il video su Facebook divide la politica tra innocentisti e colpevolisti
Il video riprende il candidato al Consiglio comunale di Catanzaro Celia in compagnia di due esponenti della 'ndrangheta
Ha fatto scoppiare il caso Il video pubblicato su facebook e riportato da alcuni organi di stampa relativo ad un candidato al Consiglio comunale di Catanzaro in compagnia di due presunti esponenti di una cosca di 'ndrangheta che fanno propaganda per lui. Il protagonista della vicenda, Fabio Celia, corre in una delle liste che sostengono Vincenzo Ciconte, consigliere regionale ed ex vice presidente della Giunta, che concorre per il Partito Democratico alla carica di sindaco.
La difesa di Celia.Celia si difende attraverso il suo legale affermando che aveva presenziato ad una festa di compleanno insieme con altre 150 persone e che l'incontro con i due personaggi sarebbe stato casuale, ma intanto è arrivata la sconfessione di Ciconte e del Pd che invitano Celia a ritirarsi dalla campagna elettorale.
La reazione di Magorno."La vicenda relativa al video in cui compare un candidato al Consiglio comunale di Catanzaro insieme a due presunti esponenti della criminalita' organizzata - ha scritto Ernesto Magorno, segretario del Pd Calabria - al di là di eventuali risvolti giudiziari, ci impone la necessità di preservare il profilo legalitario e di autentico civismo del progetto politico messo in campo dal candidato a sindaco Ciconte insieme al Pd e ad altre forze politiche. Ragion per cui, il Pd - dice - si augura che il candidato in questione intenda rinunciare al proprio impegno elettorale, per il bene della coalizione, al fine di evitare ogni possibile forma di speculazione politica, scacciare qualsiasi ombra e, infine, avere egli stesso la giusta serenita' per chiarire la vicenda".
E c’è chi chiede il ritiro della candidatura.Ciconte dal canto suo ha diffuso una nota in cui dichiara di prendere " con forza e determinazione le distanze da quanto accaduto" e invita Celia "a valutare immediatamente l'opportunita' di ritirare la candidatura. Sono distante anni luce - dice ancora Ciconte - da vicende del genere, perche' il mio impegno politico e' stato sempre improntato alla trasparenza, alla rettitudine e al pieno rispetto della legge. Non vogliamo alcun voto proveniente da ambienti criminali, il nostro impegno - scrive - e' finalizzato a che non ci siano ombre e opacita' alcune nell'amministrazione che guidero' con il voto pulito e onesto dei cittadini catanzaresi". I due presunti sostenitori di Celia sarebbero referenti della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto nel capoluogo di regione. Il loro coinvolgimento nell'attivita' della cosca emergerebbe dagli atti dell'operazione "Jonny" che nei giorni scorsi ha portato alla luce l'ingerenza della 'ndrina nella gestione del centro per immigrati della localita' del Crotonese.
Solo una bufera mediatica? Sono molto rammaricato - scrive il consigliere comunale Sergio Costanzo responsabile del movimento #Farepercatanzaro - per il fatto che Enzo Ciconte, navigato uomo politico, scelto dal gruppo di Fare per Catanzaro come il miglior candidato a sindaco, abbia rilasciato delle dichiarazioni sprovvedute in merito ad una bufera mediatica, perché di questo si tratta, costruita ad arte da chi per anni ha vissuto di sotto rifugi e ha fatto politica per soldi. Ma di questo ovviamente si occuperanno gli organi preposti. Dispiacciono le posizioni di Enzo Ciconte perché ritengo che legalità e garantismo non siano delle bandierine da posizionare a convenienza, ma dei principi a cui l'azione di un amministratore deve essere orientata sempre. E legalità e garantismo significa che in assenza di un provvedimento giudiziario non ci sarebbe bisogno neanche di una difesa, ma quando anche questa fosse dovuta per un principio di moralità , allora bisognerebbe saper discernere una casualità, magari compiuta con leggerezza per carità, da una volontà di colpa o dolo. Lo stesso Ciconte, forse troppo in fretta estromesso dalla giunta Oliverio in assenza totale di un giudizio definitivo, dovrebbe evitare e non alimentare i processi sommari. Io mi assumo le responsabilità delle scelte che ho fatto nel comporre la lista . Ai candidati, gente per bene, la responsabilità di condurre una campagna elettorale limpida, a nessuno però , con tutto il rispetto dovuto è consentito dare patenti di legalità.
