Rinascita Scott, al via la Camera di consiglio. La sentenza a novembre
Nell'aula bunker di Lamezia Terme, è iniziata stamattina la camera di consiglio del processo "Rinascita Scott" scaturito dall'omonima operazione contro coordinata dalla Dda di Catanzaro ed eseguita dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Vibo Valentia, che il 19 dicembre del 2019 portò all'arresto di 334 persone e che consentì di disarticolare le organizzazioni di 'ndrangheta del Vibonese facenti capo alla cosca Mancuso. I pubblici ministeri Andrea Mancuso, Antonio De Bernardo, Annamaria Frustaci e Andrea Buzzelli che hanno rappresentato l'accusa insieme al procuratore Nicola Gratteri, hanno chiesto condanne per 4.744 anni di reclusione. Chieste anche 13 assoluzioni e tre nullità del decreto che dispone il giudizio. Agli imputati vengono contestati, complessivamente, oltre 400 capi d'accusa, che vanno dall'associazione mafiosa e dal concorso esterno in associazione mafiosa all'estorsione, al traffico di droga, all'abuso d'ufficio, all'usura, al riciclaggio, alla ricettazione, alla detenzione illegale di armi ed esplosivo, al traffico di influenze illecite, al trasferimento fraudolento di valori ed alla rivelazione e utilizzazione di segreto d'ufficio.
Per oggi erano previste la repliche della Procura, tuttavia il pm De Bernardo ha preferito rinunciare. Adesso la palla passa al Tribunale collegiale di Vibo Valentia che emetterà il proprio verdetto ai primi di novembre - «la sentenza non sarà emessa prima del 6 novembre», ha anticipato Brigida Cavasino, presidente del Tribunale di Vibo che emetterà la sentenza al termine di una Camera di consiglio che si preannuncia alquanto lunga.
