La pronuncia di primo grado che dichiara l'incandidabilità dell'attuale sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, apre una profonda fessura nel tessuto politico e istituzionale della perla del Tirreno. Non si tratta di una semplice scaramuccia tra maggioranza e opposizione, né di una vicenda che può essere liquidata con dichiarazioni di circostanza.

Il gruppo consiliare "Insieme per Tropea" esprime profonda preoccupazione e forte inquietudine per un fatto che definisce "di estrema rilevanza", sollevando interrogativi legittimi sul presente e sul futuro della comunità.

Secondo l'opposizione, il nodo centrale della vicenda risiede in una precisa scelta politica a monte, che oggi espone la città a un rischio concreto di paralisi. Due sono i quesiti che attendono una risposta chiara: perché il sindaco Macrì ha scelto di candidarsi e guidare nuovamente la città, pur essendo pienamente consapevole dell'esistenza di un procedimento che avrebbe potuto determinare una simile pronuncia? Perché esporre Tropea al rischio concreto di una nuova fase di instabilità amministrativa e istituzionale? «Una nuova ombra torna ad addensarsi sul cielo di Tropea. Quali investimenti, quali progetti strategici e quale visione di lungo periodo possono essere perseguiti quando la stabilità istituzionale appare costantemente esposta a possibili sviluppi giudiziari?»

Tropea è un brand globale, una terra di straordinari meriti turistici, culturali e paesaggistici. Eppure, oggi si ritrova nuovamente al centro dei media nazionali per vicende che rischiano di comprometterne l'immagine. La memoria torna inevitabilmente alle cicatrici del recente passato: il commissariamento per infiltrazioni mafiose, le indagini sulla gestione del cimitero cittadino e altre tensioni che hanno alimentato una percezione negativa all'esterno.

La preoccupazione di "Insieme per Tropea" non è solo politica, ma economica e sociale. «In un'epoca in cui la credibilità istituzionale è la chiave per attrarre investimenti e intercettare risorse pubbliche, l'instabilità rischia di bloccare i rapporti con gli enti sovraordinati e con gli organismi finanziatori».

Il gruppo di minoranza respinge con forza ogni tentativo di scaricare le colpe o di minimizzare l'accaduto trasformando la questione in una "battaglia tra tifoserie".

La responsabilità politica «non può ricadere su chi aveva proposto ai cittadini un’alternativa seria e libera da incertezze, la colpa ricade unicamente su chi, conoscendo il peso dei procedimenti pendenti, ha preferito rischiare, mettendo davanti le proprie ambizioni rispetto al bene comune. La fiducia dei cittadini - attacca l'opposizione - non si difende con gli slogan o con i comunicati celebrativi, ma con la correttezza istituzionale».

Per queste ragioni, "Insieme per Tropea" chiede al sindaco Macrì una profonda riflessione sul proprio ruolo. Un autentico senso dello Stato e delle istituzioni richiederebbe oggi un gesto di responsabilità – leggasi dimissioni o un passo di lato – per restituire autorevolezza e credibilità alla vita pubblica tropeana.

Il gruppo promette che continuerà a svolgere il proprio ruolo di vigilanza con fermezza e rispetto, concludendo con un richiamo all'unità e all'amore per il territorio: «Tropea è più grande di qualsiasi amministrazione, di qualsiasi maggioranza e di qualsiasi ambizione personale. Non possiamo consentire che venga normalizzato ciò che normale non è. Questo è il momento della responsabilità, di pensare ai residenti e al progresso della città. Perché noi siamo e saremo sempre Insieme per Tropea».