Assunzioni fraudolente nei resort e l’ombra dei Mancuso: il ruolo chiave dell'imprenditore vibonese (NOME)
Giuseppe Paparatto, imprenditore di Ricadi, è emerso come figura chiave in una vasta inchiesta della Guardia di Finanza che ha portato alla scoperta di presunte frodi fiscali e di illeciti nella gestione della manodopera. L’accusa sostiene che Paparatto fosse il "trait d’union" "tra il consorzio In&Out e le società che necessitavano di lavoratori stagionali per resort nel Vibonese", configurando un sistema di "somministrazione irregolare di manodopera, mentre ricopriva anche il ruolo di consulente del lavoro per le consorziate". Questa operazione ha coinvolto 15 persone, con la Corte che ha disposto il sequestro di 28 società.
Oltre alla recente indagine "Dentro o Fuori" condotta dalla Procura di Catania, il nome di Paparatto era già noto per il suo coinvolgimento in un’inchiesta parallela sul fallimento di alcune società che gestivano strutture turistiche di rilievo, come un noto hotel del Capoluogo. Si ipotizza inoltre che "esponenti della criminalità organizzata calabrese, in particolare del clan Mancuso, abbiano avuto un ruolo di supporto in queste attività economiche".
Tra le società identificate nell’indagine figurano alcuni noti resort di Ricadi. Paparatto avrebbe avuto un ruolo determinante in queste strutture, rendendo più efficace il sistema di assunzioni fraudolente. Intercettazioni di conversazioni telefoniche con le socie Simonetta Massimi e Mariangela Granvillano, entrambe agli arresti domiciliari, avrebbero confermato il suo coinvolgimento e il consolidamento di Paparatto nella gestione del personale in Calabria.
