Partirà a settembre il processo scaturito dall’inchiesta “Ducale” condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che ha puntato i riflettori sul presunto ruolo della cosca Araniti di Sambatello nelle tornate elettorali regionali del 2020 e 2021, nonché nelle amministrative del settembre 2020. Il giudice dell’udienza preliminare Francesca Mesto ha disposto il rinvio a giudizio per undici imputati, che compariranno davanti al Tribunale collegiale. Altri sette, invece, hanno optato per il rito abbreviato.

Ancora da definire, invece, la posizione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giuseppe Neri, del consigliere comunale del Partito Democratico Giuseppe Sera e dell’imprenditore Daniel Barillà, anch’egli vicino ai Democrat. Per loro, esclusi dalla richiesta di rinvio a giudizio, sarà necessario attendere le motivazioni della sentenza con cui la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Dda, che ne aveva chiesto l’arresto. Solo allora sarà possibile chiarire definitivamente il loro coinvolgimento nell’inchiesta.
I NOMI: Daniel Barillà (cl. ’85); Martina Giustra (cl. ’94); Caterina Iannò (cl. ’96); Natale Corsaro (cl. ’98); Antonio Pio Dascola (cl. ’01) – che dovranno rispondere alle accuse circa i presunti brogli elettorali nel seggio “88” di Sambatello. E poi: Fortunato Bilardi (cl. ’40); Sergio Rugolino (cl. ’62); Carmelo Trapani (cl. ’73); Domenico Rugolino; Michele Marcianò e Nino Francesco Santisi. In aula bunker per l’abbreviato ci saranno: Domenico Araniti “il Duca” (cl. ’52); Pietro Araniti “Full” (cl. ’37); Francesco Araniti “U parenti” (cl. ’59); Antonio Modafferi “l’architetto” (cl. ’53); Nicola Dascola (cl. ’67); Giuseppe Barillà (cl. ’60) e Antonio Repaci (cl. ’59).