La Procura della Repubblica di Cosenza ha avviato una campagna per la verifica del funzionamento degli impianti di depurazione nel Cosentino. Sono 38 i comuni interessati dall'attività di verifica e 94 gli impianti sotto la lente di ingrandimento. In 17 casi sono state accertate violazioni di natura penale con la ricezione di altrettante informative di reato e il deferimento di 30 soggetti tra amministratori, tecnici comunali e rappresentanti delle ditte incaricate della gestione dell'impianto. "Le violazioni - si precisa - hanno riguardato l'illecita gestione dei rifiuti, scarico di acque reflue sul suolo, distruzione e deturpamento di bellezze naturali. Quattordici gli impianti sequestrati che si aggiungono ai 19 impianti già sequestrati nel corso delle ultime attività dai Carabinieri Forestale".

I militari hanno elevato 55 sanzioni amministrative "per la mancata tenuta dei registri di carico e scarico, lo scarico di acque reflue in assenza delle autorizzazioni previste dalla normativa". L'importo delle multe va dai 330.000 a 3.300.000 di euro. "Cinquanta degli impianti sottoposti a verifica - scrive ancora la procura - sono infatti risultati privi di autorizzazione allo scarico. Ventiquattro impianti sono stati rinvenuti in stato di totale abbandono privi di qualunque tipo di manutenzione e di energia elettrica".
Le attività di verifica avrebbero evidenziato diffuse alterazioni dell'ambiente, in particolare nei corsi d'acqua che ricevono i reflui non depurati e nelle falde acquifere. La circostanza che 50 impianti siano sprovvisti di autorizzazione allo scarico determina che si sottraggano al monitoraggio della qualita' del refluo e ai controlli della Pubblica Amministrazione.