A Vibo "Parole Armate – la violenza verbale, psicologica e economica" (VIDEO)
La parola può essere un’arma. Anzi, è un’arma che può colpire drammaticamente. Lo è sempre stato, lo è ancor di più adesso, in un periodo in cui si usano sempre più i social network e le app di messaggistica istantanea. Un commento, una considerazione, un post possono ferire colpendo in maniera drammatica. Eppure, quando si chiede cosa si pensa di chi insulta, ridicolizza o ferisce gli altri via web la stragrande maggioranza minimizza. Addirittura, in base a recenti indagini sociologiche, 8 su 10 non considerano grave ferire sui social, con un 71% che ritiene non ci siano conseguenze negative.
Non è così. Non è così per chi subisce la violenza verbale, non è così per chi la compie, perché rischia di risponderne anche penalmente.
L’istituto "De Filippis-Prestia" di Vibo Valentia, attraverso l’impegno della professoressa Giovanna Esposito, su impulso della preside Maria Francesca Durante, ha organizzato un incontro opportunamente intitolato le “Parole Armate – la violenza verbale, psicologica, economica tra emergenze educative, prospettive e prevenzione” mettendo a confronto esperti come l’avvocato Lia Staropoli, il giudice onorario presso il tribunale per i minorenni di Catanzaro Massimo Barbieri, il tenente dei carabinieri Veronica Pastori. Momento cruciale, la testimonianza, di forte impatto, del magistrato presso la Corte d’Appello di Catanzaro, Marisa Manzini.
