Non solo il capitolo delle elezioni regionali 2010 quando i clan vibonesi - secondo la ricostruzione del collaboratore di giustizia Andrea Mantella - erano compatti su Giuseppe Scopelliti. L'ex capo 'ndrangheta della cittadina tirrenica ritorna con la memoria anche alle amministrative del 2005 e tira in ballo l'ex assessore regionale Nazzareno Salerno, non indagato in Rinascita Scott, che era il riferimento a suo dire del clan Lo Bianco-Barba. "Anche se non era il candidato principale - ha detto Mantella per come riporta questa mattina la Gazzetta del Sud - indicava su chi dovevamo spostare i voti". Secondo il pentito, "Salerno si sarebbe servito di Valerio Grillo per far eleggere a palazzo "Luigi Razza" i consiglieri Curello ed Evalto". Il medesimo clan -secondo quanto ha riferito Mantella - avrebbe sostenuto pure la candidatura dell'avvocato Marco Talarico, anch'egli non coinvolto in questa inchiesta. "Nell'autosalone del suocero io, Franco Barba, Paolo Lo Bianco e Paolo D'Elia -ha detto Mantella -abbiamo deciso di sostenere Talarico. Quando mi fu sequestrato il gregge, ricordo che l'avvocato Talarico si mise a disposizione andando a parlare con il maresciallo Cannizzaro ed ottenendo il dissequestro".

Non mancarono in quel contesto neppure le ritorsioni nei confronti di alcuni candidati. "A Basile -ha chiosato Mantella- che ha una sorella medico, a una candidata, credo fosse la Limardo, alla quale hanno fatto esplodere una bomba carta per intimidirla, e al dottore Mangialavori, padre di Giuseppe, attuale senatore".