Arsac, Grillo contro il commissario: "Oliverio impedisca un piano aziendale frutto di interessi"
"Se l’obiettivo del Commissario Straordinario dell’Arsac, attraverso i “chiarimenti” affidati alla stampa, era quello di rassicurare imprenditori agricoli, parti politiche e sociali, si può dire che è miseramente fallito. Anzi, se proprio vogliamo essere sinceri, direi che ha alimentato ulteriori dubbi e palesato una certa riluttanza sia pur nella consapevolezza che si sta consumando un’ingiustizia nei confronti di un territorio". Lo scrive in una nota l'ex consigliere regionale Alfonsino Grillo, espressione di Forza Italia.
"Va detto preliminarmente - aggiunge Grillo - che un commissario ha, nella straordinarietà della sua funzione, ancora prima che quello di far quadrare i conti, il compito e la priorità di garantire i servizi su tutti i territori in maniera equa, evitando penalizzazioni alla popolazione amministrata.
Ci spieghi dunque per quale ragione delle 10 CESA - Centro Sviluppo Agricolo - tuttora aperte su territorio regionale per il piano aziendale solo Vibo Valentia deve essere previsto in chiusura".
"Non solo non convince la scusa che Vibo Valentia non sia in possesso di sedi fisiche e di terreni di proprietà, ma addirittura suona come una vera e propria beffa.
Si rammenta che l’Arsac è proprietaria di 50 Ha di terreno, in totale stato di abbandono, ubicati nel comune di Pizzo, posti in condizione amena, del valore di circa 500.000 €. e di ulteriori immobili nel comune di Briatico. Si inizi dunque ad entrare in possesso di tali beni e si preveda un piano di vendita condizionando l’entrata per l’acquisto di un immobile.
Il fatto che questi terreni siano stati messi nel piano di liquidazione della soppressa ARSA, per pagare i debiti pregressi anche delle altre provincie, come dichiarato da Aiello, non vuol dire che non possono essere utilizzati. Rammento al commissario che l’art. 9 co 2 della LR 66/12 consente, in caso di necessità organizzativa, di utilizzare gli immobili di proprietà.
Così facendo cadrebbero le vere o presunte condizioni che, a parere di Aiello, priverebbero Vibo del centro CeSA.
Utilizzare il patrimonio di Vibo per pagare i debiti di ARSA - dell’intera Calabria- cos’è se non un piano diabolico per creare le condizioni e penalizzare Vibo Valentia?
Faccio appello al senso di responsabilità del presidente della giunta regionale: quel senso di responsabilità politica che dovrebbe guidare tutti coloro che occupano ruoli di rappresentanza nelle istituzioni pubbliche e per il quale si è tenuti ad assumere comportamenti di equità e giustizia ricorrendo, se è necessario, al principio di sussidiarietà e non alla rigida applicazione di un piano aziendale frutto di interessi politici e finanziari".
