'Ndrangheta, confiscato patrimonio milionario a imprenditore del clan Pesce
Gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica, hanno eseguito un provvedimento di confisca, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale, che ha riguardato un ingente patrimonio riconducibile a Domenico Fortugno, già condannato a 13 anni per associazione mafiosa nel processo "All Inside" ed a 5 anni per intestazione fittizia di beni - al fine di eludere le misure di prevenzione patrimoniali - aggravata dalle finalità mafiose nel processo nato dall'operazione denominata "Califfo". Fortugno è marito della cugina di Francesco Pesce, alias "Ciccio u testuni", quest'ultimo ritenuto esponente di spicco dell'omonimo clan avendo ereditato il "bastone" del comando dal padre Antonino, storico boss della "famiglia", detto "Nino u Testuni".
Sotto confisca, le quote sociali e il patrimonio aziendale di due società di trasporti ("Calabria Trasporti Sas” e “Medma Trans Sas”) di Domenico Fortugno e le quote di un fondo comune di investimento mobiliare intestato alla moglie, Maria Grazia Spataro.
L'indagine. A seguito di una mirata attività investigativa e di analisi economico-finanziarie, gli uomini della Guardia di Finanza hanno accertato una palese sproporzione tra l'ingente patrimonio individuato e i redditi dichiarati dal soggetto investigato, tale da non giustificarne la legittima provenienza. Alla Medma Trans Sas la Guardia di Finanza ha sequestrato 91 mila euro in contanti, denaro nascosto nelle scatole di derivazione dell’impianto di illuminazione e del quadro elettrico del magazzino.
