Il Centro di ricerca per la arti contemporanee di Lamezia Terme presenta la mostra dell'artista, a cura di Valentina Tebala

Si terrà oggi, giovedì 31 marzo, dalle 18.30 alle 20.30, l'evento di finissage per la prima mostra personale dell’artista reggino Roberto Giriolo, un importante numero di opere – tra stampe digitali e acrilici su tela o legno ed installazioni – tutte appartenenti alla serie dell’Era vulgaris, hanno occupato gli spazi del Crac snodandosi in un percorso espositivo che suggerisce allo spettatore una visione d’insieme dei caratteri pittorici e concettuali pregnanti, pur dividendo i lavori in “sezioni” in base alla tecnica e al linguaggio specifico. Mentre il lungo corridoio (cosiddetto «tunnel») è attraversato dalle grandi tele dipinte in acrilico, l’installazione creata con i dispenser di fazzoletti da bar – che diventano veicolo di messaggi e moniti spiazzanti e provocatori lasciati dall’artista – intervalla la serie di sei acquarelli dalla gestualità cromatica ancora più cruenta ed espressionista. Nel mezzo della sala-caffetteria del Crac spunta una tavola imbandita con coltelli da macellaio: variazione tematica dal progetto della Nuda cena, nato nel 2011 e ispirato dalla volontà di riflettere sugli odierni rapporti interpersonali prendendo come situazione emblematica quella della commensalità e della cena, momento conviviale per eccellenza (almeno fino a quando non comparvero televisore, tablet e smartphone). In questo caso, Giriolo rappresenta gli ostacoli del e al dialogo drizzando lame di coltelli tra due ipotetici interlocutori-commensali. La seconda sala è dedicata alle stampe digitali su tela e ai trittici in legno grezzo, rudimentali e mistiche pale d’altare.

La mostra – curata da Valentina Tebala e ideata appositamente per gli spazi del Crac di Lamezia – è patrocinata dal Consiglio regionale della Calabria, ed è accompagnata da un piccolo catalogo edito dalla Box Art&Co. di Acri (CS): un libricino, corredato dalle immagini delle opere in mostra, che racconta la nascita del ciclo “Era vulgaris” ed è completato da un’interessante conversazione tra l’artista e la curatrice in cui emergono le ispirazioni, i dettami e le motivazioni della ricerca di Roberto Giriolo in stretta relazione alla società e all’arte contemporanea, più un commento critico del collezionista e psicanalista Pino Zoccali. "Era vulgaris" si concluderà il 31 marzo con la proiezione in anteprima assoluta del bozzetto-video "La tentazione di Otrebor". Come spiega la curatrice: “Si tratta di un bozzetto inedito, di uno schizzo fatto di immagini reali e in movimento, una sorta di cartone preparatorio come quelli utilizzati dai pittori d’affresco del Medioevo o del Rinascimento, e che funzionerà da prologo ad una più grande opera video tuttora in progress a cui l’artista lavora da qualche anno. Un’opera che si caratterizzerà per essere la prima a svilupparsi attraverso un linguaggio – quello del video appunto – assolutamente inesplorato da Roberto Giriolo, e con il quale non era mai entrato in relazione”.