Scoperta rete di spaccio in Calabria: sei indagati
Documentate circa 50 cessioni di stupefacenti di vario genere nel periodo post-pandemia
Un linguaggio fatto di frasi brevi, appuntamenti fissati con un semplice “ok” e parole in apparenza innocue come “sciroppo” o “latte”. Dietro conversazioni allusive, secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma dei Carabinieri, si nascondeva un sistema di spaccio radicato nel territorio del Reventino.
L’indagine, condotta dalla Compagnia di Soveria Mannelli e coordinata dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, ha coinvolto sei persone, indagate per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Al termine delle attività investigative è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Determinante il ricorso a intercettazioni telefoniche e ambientali, affiancate da servizi di pedinamento. Gli indagati alternavano un linguaggio esplicito a uno criptico, studiato per mascherare le reali intenzioni. Espressioni come “posso venire”, “passo” o “ci vediamo” servivano a concordare incontri rapidi, mentre termini in codice come “nera”, “bianca”, “compresse” o “palla di Natale” indicavano il tipo e il quantitativo di droga, tra metanfetamina, eroina e cocaina.
Le cessioni avvenivano in abitazioni, su strada e talvolta con consegne a domicilio. I riscontri sul territorio e i sequestri effettuati nel corso dell’inchiesta hanno consentito di documentare circa cinquanta episodi di spaccio.
L’operazione si inserisce nel solco della precedente attività denominata “reventino in lockdown”, confermando l’impegno del Comando provinciale di Catanzaro nel contrasto ai traffici di stupefacenti, spesso destinati anche a giovani e giovanissimi.
