Alla luce della recente e, a suo dire, “umiliante” notifica con cui l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria ha comunicato la sospensione dell’assistenza domiciliare, Sergio Carrozza ha deciso di rendere pubblica la sua battaglia. La vicenda riguarda la moglie, Sabina Ionela Radu, affetta da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), che rischia di rimanere priva di un supporto quotidiano ritenuto vitale.

«Mi sono trovato obbligato, mio malgrado e con profonda amarezza e indignazione – ma anche con determinazione – a intraprendere ogni iniziativa possibile per assicurare la continuità dell’assistenza domiciliare di cui ella necessita quotidianamente», spiega Carrozza.

Per questo motivo si è rivolto all’associazione “Nodi d’Amore”, chiedendo al presidente Giovanni Gravili di farsi portavoce presso le istituzioni e, al tempo stesso, di sostenere una raccolta fondi. L’obiettivo è garantire la copertura delle spese necessarie al mantenimento delle due badanti regolarmente assunte, che rappresentano un presidio fondamentale per la qualità della vita della paziente.

Carrozza descrive una situazione di crescente sofferenza psicologica e fisica per la moglie, aggravata dal “progressivo e inesorabile deterioramento del quadro complessivo, sia sul piano sanitario che su quello dell’assistenza”. La sensazione di abbandono, aggiunge, ha insinuato in Sabina il pensiero estremo di ricorrere all’eutanasia assistita: «Questa drammatica eventualità – dice – si sta purtroppo radicando come prospettiva reale, alimentata dallo spietato abbandono istituzionale».

Un grido d’allarme che si traduce in un appello alla solidarietà: «Non possiamo permettere che la morte diventi l’unica scelta possibile per chi – come mia moglie Sabina – chiede soltanto di vivere con dignità».