"La strada della speranza si trasforma in strada della vergogna". È proprio questa -secondo alcuni residenti - la storia dei lavori che stanno interessando il comune di Mileto, nello specifico la frazione Paravati nella zona Santa Venere. Gli attesissimi lavori, che i residenti aspettavano da oltre trent'anni, sono iniziati nel mese di Aprile e dovevano terminare nel mese di Ottobre 2021, ma ancora oggi persistono per una proroga concessa dal Comune, in quanto ente committente, alla ditta esecutrice.

Il nodo al pettine. Il problema principale non è tanto la tempistica di realizzazione, "anche se inspiegabilmente per circa due mesi e con le condizioni meteorologiche favorevoli -spiegano i cittadini - i lavori si sono interrotti, ma principalmente lo stato in cui imperversa l'intera rete stradale interessata dall'opera. Mentre nei torridi mesi estivi si è dovuto fare i conti con la polvere, adesso bisogna fare i conti con una marea di fango che rende difficoltoso, non solo il transito delle autovetture dei residenti, ma anche un eventuale transito di mezzi di soccorso, qualora dovesse essercene bisogno".

Auto lontano da casa. Alcuni residenti sono costretti a lasciare la propria autovettura lontana dall'abitazione perché la quantità di fango presente è tale da toccare con il fondo delle auto e causare seri danni alle vetture. Pertanto, spesso, si preferisce rincasare a piedi. "Ulteriore aspetto problematico -si evidenzia - riguarda l'illuminazione pubblica. Infatti, dopo poche settimane dall'inizio dei lavori, quei pochissimi lampioni che consentivano di avere un po' di luce su via Messina sono stati spenti per motivi di sicurezza dovuti ai lavori di rifacimento, in virtù delle richieste avanzate dall'ente committente. Questo è quanto ha riferito l'ente preposto alla manutenzione, a seguito delle diverse sollecitazioni tramite call center".

Intimidazioni al buio. Ad oggi si versa in uno stato di buio totale e, notoriamente, il buio è una condizione in grado di incentivare attività non sempre lecite. "Infatti la zona, lasciata nelle tenebre, è stata interessata -si sottolinea - da un grave atto intimidatorio rivolto ad un deposito di tubi di polietilene, i quali servivano per la nuova rete fognaria e delle acque bianche, opere anch'esse oggetto dei lavori appaltati. Nonostante tale gesto, che ha provocato danni ancora visibili ad alcuni residenti che abitano nelle adiacenze del rogo, la zona versa ancora oggi nel buio più totale. Ma la cosa assurda è che nessuno si preoccupa di una zona dove vivono diverse famiglie che desiderano solo raggiungere, quantomeno in sicurezza, le proprie abitazioni, sapendo anche di poter godere di una zona illuminata quanto basta per non fare vivere nella paura gli abitanti. Le dinamiche paradossali non sono finite, perché basta percorrere la zona, "naturalmente con gli stivali", per rendersi conto di alcune cose che balzano subito agli occhi anche dei non esperti ai lavori".

Difficile aggirare l'ostacolo. Infatti, percorrendo una delle strade oggetto dell'intervento, "si nota -proseguono i cittadini - che un bel palo dell'illuminazione è stato lasciato al centro di un marciapiede di circa 80 cm. In pratica una povera mamma con il passeggino dovrà, un domani, sfidare la sorte e scendere sulla strada per aggirare l'ostacolo, per non parlare poi di quello che dovrà fare una persona diversamente abile al cospetto di tale impedimento. E dire che nel 2021 si parla tanto di abbattimento di barriere architettoniche, e non dell'esatto opposto. Comunque, per chiudere con un po' di ironia, sarebbe il caso di scrivere una letterina a Babbo Natale e per quest'anno farsi regalare un bel paio di stivali in modo da utilizzarli fino a Febbraio/Marzo, perché, considerando l'evoluzione meteorologica, probabilmente i disagi non finiranno presto. Poi magari chissà -concludono - siccome a Natale si diventa tutti più buoni, qualcuno penserà di rendere più agibili le strade, magari con un po' di materiale inerte di qualità, ma soprattutto si impegnerà a riparare qualche errore che oggigiorno risulta paradossale più che ridicolo, prestando maggiore attenzione e sensibilità alle vere necessità del territorio amministrato".