Un ventina di scosse registrate a largo della costa tirrenica calabrese e nell'area dello Stretto nell'arco delle ultime 24 ore dall'Istituto di geologica e vulcanologia di Roma. L'ultima in ordine cronologico poco dopo l'una è stata di magnitudo 2.4 con epicentro in mare a 67 chilometri da Lamezia Terme.




La più forte, dopo quella di ieri mattina a largo di Palmi, è stata di magnitudo 3.1 registrata alle 20:59 a largo della costa tirrenica in provincia di Cosenza. L’epicentro è stato localizzato tra i comuni di Cetraro, Diamante e Scalea ad una profondità molto elevata: 250 chilometri. E' dunque in corso uno sciame sismico nell'area meridionale del mar Tirreno e - secondo quanto riferisce la Protezione civile - l’attività sismica, al momento non ancora completamente esaurita, evidenzia una tendenza all’attenuazione. Come è ben noto non è possibile prevedere le tendenze evolutive dei terremoti così come quelle del terremoto di ieri.

La Protezione Civile della Regione Calabria – dopo avere effettuato una ricognizione, coordinata dall’ingegnere Antonio Morabito, particolarmente concentrata sugli edifici scolastici a maggiore vulnerabilità sismica ricadenti nei settori più prossimi all’area epicentrale del sisma – continua a monitorare costantemente l’evolversi dell’attività sismica, anche sulla scorta delle informazioni fornite in tempo reale dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Al momento non sussistono condizioni di criticità.