Incidente sotto l’effetto di cannabinoidi: il Tribunale assolve automobilista calabrese
Accolte le tesi della difesa: “Il fatto non sussiste”. Cade l’accusa di guida in stato di alterazione psicofisica e viene revocata la sospensione della patente di guida
Si chiude con una piena assoluzione il processo a carico di un uomo residente a San Sostene, coinvolto in un sinistro stradale avvenuto a Davoli nell'aprile del 2023. Il Tribunale di Catanzaro, in composizione monocratica, ha pronunciato sentenza di assoluzione ai sensi dell’art. 530 comma II c.p.p., demolendo l'impianto accusatorio che ipotizzava la guida in stato di alterazione dovuta all'assunzione di sostanze stupefacenti.
La vicenda trae origine dai rilievi effettuati dalle Autorità di Pubblica Sicurezza subito dopo l’incidente. Il conducente era stato sottoposto a prelievo ematico presso l’ospedale di Soverato, i cui esiti avevano riscontrato tracce di cannabinoidi nel sangue. Per la Procura, supportata dalle immagini delle telecamere e dai verbali degli ufficiali intervenuti, quegli elementi erano sufficienti a dimostrare la colpevolezza dell’uomo e l'errata manovra di guida come conseguenza diretta dell'assunzione di droga.
Di parere opposto la difesa, rappresentata dall’avvocato Ilario Cosimo Tripodi, che durante l’istruttoria dibattimentale ha sollevato diverse eccezioni di natura tecnica e giuridica. Il legale ha contestato la ricostruzione operata dalle forze dell’ordine, eccependo la nullità dei decreti autorizzativi per gli accertamenti sanitari e, soprattutto, l'assenza di prove circa l’attualità dell’alterazione.
Secondo la tesi difensiva, la semplice presenza di tracce ematiche non poteva bastare a certificare lo stato di alterazione psicofisica al momento dell'impatto, mancando ulteriori e specifici indicatori clinici a sostegno della tesi dell'accusa.
Nonostante la Procura avesse richiesto la condanna dell'imputato e la sospensione della patente per due anni, il Giudice ha accolto integralmente le argomentazioni della difesa. Con la formula “perché il fatto non sussiste”, il Tribunale ha scagionato l'uomo, disponendo l’immediata revoca della sanzione accessoria sulla patente. Il termine per il deposito delle motivazioni è stato fissato in 90 giorni.
