Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Milano ha disposto la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Saverio Lo Mastro. La decisione arriva in accoglimento delle argomentazioni presentate dai legali dell’uomo, gli avvocati Francesco Capria e Chiara Zanotti. Secondo l’ipotesi accusatoria, Lo Mastro sarebbe stato una figura chiave all'interno del sistema messo in piedi da Francesco Orazio Desiderato, di cui avrebbe svolto il ruolo di "factotum". Avrebbe intestato fittiziamente a sé le società G. Group srl e Nunù, utilizzate per emettere fatture per operazioni inesistenti e per aggiudicarsi lavori edili nell’hinterland milanese.

Tra il 2022 e il 2023, Lo Mastro avrebbe inoltre partecipato, per conto di Desiderato, a diverse aste immobiliari, ottenendo due eleganti complessi nel comune di Barlassina e un’attività commerciale a Cusano Milanino, il bar caffè “Sormani”. Il nome di Lo Mastro non è nuovo alla cronaca giudiziaria. Nel 2009 aveva già patteggiato una pena di 4 anni per la bancarotta fraudolenta della “Lo Mastro Costruzioni Srl”, a cui si era aggiunta una seconda condanna – sempre di 4 anni – legata al fallimento della “Tornado Gest Srl”, società che avrebbe dovuto realizzare la multisala “Magic Movie Park” di Muggiò, in provincia di Monza-Brianza. Nonostante i precedenti penali, il Gip ha ritenuto oggi attenuate le esigenze cautelari, anche in considerazione del tempo trascorso e del rispetto delle prescrizioni precedentemente imposte. Da qui la decisione di revocare i domiciliari, sostituendoli con una misura meno afflittiva.