Dopo Vibo, anche i primari di Lamezia contro Scura: "Ospedale depotenziato"
I medici lametini scrivono al commissario per sollevare i problemi del nosocomio. Contestato il decreto: mantiene i posti letto, ma cancella funzioni e servizi
Impugnano carta e penna i primari dell’ospedale di Lamezia Terme e scrivono al commissario, Massimo Scura, per sollevare problemi del nosocomio della piana. “Il DCA n. 30 penalizza fortemente l’Ospedale di Lamezia Terme, - spiegano nel documento - viene mantenuto lo stesso numero di posti letto, ma viene depotenziato nei servizi essenziali tanto che il rischio è quello di aver creato una scatola vuota. Da ciò si evince che per questo ospedale non è stata perseguita né voluta una strategia”.
Servizi tagliati. Con la soppressione della neonatologia si mette a rischio l’esistenza stessa del punto nascita; con la soppressione del Servizio Trasfusionale viene meno la funzione dell’ospedale inserito nella rete dell’emergenza, con a rischio le funzioni di Pronto Soccorso, Rianimazione, le Attività chirurgiche, il Punto Nascita e conseguentemente dell’Ostetricia, con la prospettiva reale che l’ospedale si trasformi nel giro di poco tempo in un luogo di degenza depotenziato; con la soppressione di Microbiologia e il Centro di Riferimento Regionale della TBC, viene meno il supporto di un servizio di basilare importanza; con il ridimensionamento del Laboratorio Analisi a struttura semplice, senza poter eseguire esami più complessi, viene meno il supporto essenziale ed efficace all’attività clinica e di diagnosi. Con il forte ridimensionamento dell’Anatomia Patologica si causano gravi disservizi – continuano - Con l’aggregazione o la soppressione di varie unità operative (v. Malattie Infettive, Otorino, Oculistica, Dermatologia, Nefrologia, ecc ecc) è evidente che gli utenti di questo vasto comprensorio, dovranno recarsi altrove anche per banali interventi ambulatoriali. Con la mancata attivazione dell’Emodinamica si lascia un reparto di Cardiologia monco”.
Mancate nomine. “In assenza delle nomine dei Primari mancanti da oltre 10 anni si è verificato un progressivo decadimento delle funzioni di questo ospedale, nonostante l’abnegazione e l’impegno del residuo personale rimasto in servizio, che, pur penalizzato dal mancato turnover, quotidianamente è impegnato a dare risposte a tutto il territorio. Esiste la sensazione che i dati numerici delle prestazioni erogate dalla nostra struttura non vengano tenuti nella giusta considerazione se non addirittura ignorati per rispondere a logiche politiche riorganizzative determinate da altri convincimenti.
Aumento della mobilità. “Questo piano non comporta riduzione di spesa, ma porterà ad aumentare la mobilità degli utenti. La soppressione o il forte ridimensionamento dei Servizi indebolirà definitivamente questo ospedale e pertanto viene a mancare la sicurezza per tutti gli operatori sanitari che devono prendersi cura dell’utenza. Ci si chiede per quale motivo devono esserci differenze così marcate tra ospedali SPOKE della stessa regione Calabria, con evidente disparità di valutazioni relativamente alla dotazione sia di strutture operative che di servizi. Siamo ovviamente disposti a qualsiasi confronto tecnico, nella convinzione che il dialogo e l’ascolto possano portare a riconsiderare una materia così delicata quale la salute dei cittadini e le risorse ad essa destinate”. (Cz1)
