Senza concorsi gli ospedali rischiano il collasso. L'allarme è unanime nelle cinque province calabresi. Ma quelle più piccole sentono maggiormente il peso del disagio. La situazione è catastrofica a Vibo Valentia. Mancano i medici e i pochi che ci sono temono di essere costretti ad operare in condizioni non ideali. La vecchia struttura dello Jazzolino presenta crepe da tutte le parti. Le stanze non sono più adeguate ai letti odierni, poichè risalgono a mezzo secolo addietro. Da tempo mancano chirurghi, ortopedici, anestesisti. Nel reparto di Medicina generale, per una popolazione che invecchia, i posti letto sono stati tagliati da 50 a 10, in Chirurgia da 30 a 16. Il Pronto soccorso, per oltre 70mila accessi annuali, ci sono appena sei medici guidati dal primario, Enzo Natale, che fanno il possibile e l'impossibile e vedono spesso gli ammalati rimanere fermi per per ore anche per carenza di posti nei reparti. Questi numeri- esemplificati stamane dalla Gazzetta del Sud -danno la cifra del dramma vissuto dalla sanità sul territorio. Gli altri due ospedali del territorio sono stati anch'essi depotenziati dal momento in cui è entrato in vigore il Piano di rientro. Servono assunzioni di medici e personale sanitario, anche in fretta. Per gli anestesisti, si ricorrerà alle AO di Reggio e Catanzaro, da qui a breve, ma sarà una soluzione tampone. 48 Oss verranno assunte. Ma il fabbisogno - secondo l'attuale dg facente funzioni Elisabetta Tripodi, nel triennio sarà di ulteriori 150 unità tra medici e personale infermieristico. Di conseguenza, dovrà essere rivisitato il Decreto Calabria perchè questa regione ed alcune province, in particolare, per via del blocco del turnover determinato dal Piano di rientro, non possono essere considerate alla stregua di altri.