Sanità vibonese, notte da incubo per una paziente: la Guardia Medica è un fortino inaccessibile
Il racconto shock: porta chiusa e telefoni muti a Vibo Marina. «Ho dovuto chiamare i Carabinieri per un infortunio, il sistema è al collasso».
Storie di ordinaria disperazione, ma soprattutto di rabbia e disgusto. È il ritratto di un sistema sanitario che, dalle Guardie mediche ai Pronto soccorso, continua a mostrare falle strutturali insostenibili. L’ultimo episodio, riportato dalle colonne della Gazzetta del Sud, accende i riflettori su una notte di passione vissuta da una cittadina di Vibo Marina, vittima di un infortunio domestico trasformatosi in un’odissea burocratica e assistenziale.
Tutto ha inizio intorno alle 23:00 di lunedì scorso, quando la signora S.S. scivola sul pavimento del proprio condominio. Dolore acuto e necessità immediata di cure la spingono verso il punto di Guardia medica locale. Ma qui l'amara sorpresa: nonostante le luci accese confermassero la presenza di qualcuno all'interno, la porta restava sbarrata e il campanello risultava inutilizzabile.
«Non mi sono arresa – ha raccontato la donna al quotidiano – ho provato a contattare il numero indicato, senza ricevere risposta. Ho chiamato persino le sedi di Vibo Valentia e Pizzo Calabro, ma il verdetto è stato lo stesso: nessuno poteva intervenire».
La situazione è precipitata quando la paziente, ormai disperata, si è rivolta al 118. Gli operatori, dopo aver verificato che il medico di turno risultava effettivamente in servizio e non impegnato in visite domiciliari, non hanno potuto fare altro che suggerire alla donna di rivolgersi alle forze dell'ordine. Persino i Carabinieri, vista l'ora tarda, hanno potuto solo invitarla a sporgere denuncia il mattino seguente, lasciandola sola con un dolore che aumentava di minuto in minuto.
L’unica via d’uscita è stata il Pronto soccorso, ma anche qui il calvario non si è concluso. Dopo ore di attesa, il trasferimento in Ortopedia per una consulenza specialistica ha rivelato l'ennesima carenza: un reparto dotato di doppio sportello ma presidiato da un solo medico, costretto a gestire una mole di lavoro insostenibile.
Questa vicenda solleva interrogativi inquietanti sulla tenuta della medicina territoriale nel Vibonese. Mentre si discute di riforme e rivoluzioni del sistema, la realtà parla di disservizi, ritardi e una cronica carenza di personale che trasforma un banale infortunio in un'umiliazione per il cittadino. Una notte rigida di marzo ha confermato che, al di là dell'impegno dei singoli, il circuito sanitario locale non funziona a 360 gradi.
